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UNA FUGA PER AMORE 
 
Tra gli artisti che più credettero nell’amore vero, quello che dura tutta la vita e non diminuisce mai di grandezza, possiamo senz’altro citare l’inglese William Hogarth (1697-1764). Egli fu un critico severo della condotta libertina degli uomini del suo tempo e con la sua arte, criticò spesso l’ipocrisia sociale che portava ad un mal costume generale. La sua idea che nella vita fosse sbagliato contrarre matrimoni di convenienza senza nessun affetto, lo portò a persuadere una giovane a fuggire di casa (nonostante il disonore che ne conseguiva nella società inglese) pur di non rischiare di perdere il suo amore. Era il lontano 1729 quando la sposò in gran segreto. Il nome della fanciulla in questione è Jane Thornhill, figlia del suo maestro di pittura, Sir Thornhill, pittore di corte molto considerato nel mondo dell’arte che aveva a Londra un famoso atelier.  
Hogarth non possedeva certo un carattere avventuriero, cresciuto senza difficoltà economiche, visse sempre a Londra e viaggiò pochissimo. L’unico colpo di testa della sua vita consiste proprio in questa fuga romantica, la quale evidentemente, venne ritenuta da lui indispensabile per assicurarsi una vita felice con la donna amata al punto da osare perfino sfidare apertamente le convenzioni sociali.  
Risultano tantissimi i matrimoni tra membri delle famiglie di artisti per cui se sir Thornhill non diede il consenso alla nozze, è senz’altro perché questo suo allievo non mostrava un particolare talento verso la pittura storica, unica in quel momento a Londra a garantire il successo di un pittore, quindi anche a dare le possibilità economiche di mantenere dignitosamente una famiglia (egli provò a lungo a sfondare come pittore di scene storiche, ma alla fine preferì dedicarsi interamente alle incisioni dove eccelleva).  
William però non poteva aspettare che il padre di Jane cambiasse idea con il rischio di vederla poi maritata a qualcun’altro, così lo mise di fronte al fatto compiuto. Dopo amò sempre sua moglie con grande tenerezza anche se dal loro matrimonio non nacquero mai figli. Purtroppo suo suocero con cui si rappacificò (come prova risulta che gli lasciò in eredità quando morì nel 1735 il suo studio e la sua attrezzatura) non riuscì a vedere tutta la sua splendida carriera, la quale avvenne non attraverso la pittura storica, è vero, ma alla creazione di immagini pittoriche satiriche che colpirono a fondo sia l’Inghilterra che l’Europa intera.  
Il genero non desiderato da sir Thornhill perché temeva che riducesse in povertà la figlia, lasciò invece alla adorata moglie una vera fortuna quando si spense nel 1764. L’aveva guadagnata diventando il primo pittore-incisore satirico della storia dell’arte, ma soprattutto credendo con tutto se stesso che quanto veniva dal cuore, fosse più importante nella vita di un uomo di ogni altra cosa.  
(FAGR 4-2-14)  
Presunto ritratto di Jane Thornhill  
 
Autoritratto di sir James Thornhill  
 
Autoritratto di William Hogarth con il suo cane  
 
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