PITTURA OMNIA 
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PALAZZI CELEBRI 
 
La pittura di paesaggio iniziò ad avere successo solamente dopo la prima metà del Seicento ed esploderà come una moda nel secolo seguente. Tra le vedute più rappresentate in arte ci sono quelle che hanno come protagonisti i palazzi famosi, i quali furono adorati dai pittori sicuramente perché affascinati dalla bellezza delle loro forme e dalla loro imponenza.  
Nel secolo XVIII per quanto riguarda la creazioni di quadri con architetture, qualsiasi esse siano, nessuno fu preciso fino al millemetro quanto Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto (1697 - 1768). Egli condusse originali indagini sulla luce per dare alle sue tele effetti atmosferici di grande presa sul pubblico e tutto senza mai distanziarsi dalle idee illuministe che imponevano la ricerca della realtà. Di frequente fece uso persino della camera ottica proprio per l'importanza che dava ai valori matematici nei suoi disegni. Come possiamo ammirare nel suo capolavoro: "Veduta di Palazzo ducale a Venezia", la sede dei Dogi edificata nel IX secolo, è qui vista di fronte come se inquadrata da una macchina fotografica.  
Pittori come Giovanni Paolo Pannini (1691 - 1765) che fu architetto e scenografo teatrale e il suo allievo Hubert Robert (1733 - 1808) non fecero altrettanto. Essi diedero vita nel Settecento a stupendi quadri dove architettura e natura si univano mirabilmente, ma per loro l'effetto visivo era sopra ogni altra cosa, anche alla matematica. Fu questo il pensiero tipico del periodo Barocco e Rococò e Pannini nonostante insegnasse all'Académie de France dal 1732, vale a dire durante il periodo di più successo dell'Illuminismo, non fece eccezione. Egli interpretò il gusto teatrale del tempo e divenne famoso soprattutto per i suoi interni di palazzi, di cui tra i più celebri vi è quello dove compare la collezione di quadri del cardinale Silvio Valenti Gonzaga (Galleria del Palazzo Valenti Gonzaga a Mantova), dipinto magnifico, atto ad esaltare la ricchezza del suo commissionante.  
Hubert Robert si avvicinò in gioventù alla cultura Rococò sorta dal Barocco (vedi sezione: Barocco e Rococò) e diede poca importanza al fattore realistico fino al 1783, quando passerà alla corrente artistica preromantica. Dopo aver fatto senza posa immagini pittoriche di vedute idilliache simili a quelle del suo amico Fragonard (anch'gli allievo di Pannini), passerà alla produzione di quadri come quello di Palazzo Farnese di Caprarola (visibile qua di sotto), dove appare una più attenta ricerca del vero.  
Canaletto fu un vero precursore dei tempi. La corrente letteraria dell'Illuminismo a cui il veneziano si ispirò, iniziò ad influire veramente nelle arti solo dopo la sua morte e i paesaggisti suoi contemporanei, imitarono nella maggior parte lo stile pittorico di Pandolfo Reschi (1640 - 16969) di gusto Barocco, il quale nativo di Danzica, ebbe grande successo a Firenze dove lavorò sia per i de'Medici che per altre importanti famiglie fiorentine.  
Uno dei quadri più famosi del Reschi è la veduta di "Palazzo Pitti"; la dimora dei de'Medici fu da lui raffigurata ancora più maestosa di quanto già non fosse.  
(FAGR 2-11-11)  
Canaletto "Veduta del Palazzo Ducale di Venezia"  
 
Hubert Robert "Palazzo Farnese di Caprarola"  
 
Giovanni Paolo Pannini "Roma antica"  
 
Giovanni Paolo Pannini "Interno della galleria di quadri del cardinale Silvio Valenti Gonzaga"  
 
Pandolfo Reschi "Veduta di Palazzo Pitti"