PITTURA OMNIA 
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INDIVIDUA IL PERIODO STORICO DI UN QUADRO - PARTE 1 
 
In questa prima lezione scopriremo il cambiamento di stile pittorico avvenuto a partire dalla fine del Duecento fino al termine del Quattrocento.  
Per tutto il Duecento i dipinti ebbero queste caratteristiche:  
1) I soggetti erano solamente religiosi, realizzati su tavole sagomate e quasi sempre con temi dedicati alla Passione di Gesù (crocifissi) o alla Natività (Madonne con il Bambino Gesù).  
2) La figura principale era sempre posta al centro e gli altri personaggi (santi o angeli) venivano posti ai lati in proporzioni ben minori per far risaltare il protagonista.  
3) Le raffigurazioni pittoriche erano inoltre ricchissime d’oro sullo sfondo e anche sulle vesti.  
Un esempio è la "Madonna in trono" di Cimabue realizzata intorno al 1280.  
 
Alla fine del Duecento il pittore Cimabue diede inizio ad lento ma fondamentale cambiamento in pittura realizzando l'affresco: "Caduta di Babilonia". Si tratta del primo effetto catastrofico della Storia dell'Arte e da questo momento i soggetti dei dipinti seppure sempre religiosi, inizieranno a cambiare prevedendo non più solo immagini statiche ma anche di movimento.  
 
Questo tipo di creazione influenzò non poco Giotto (secondo la tradizione allievo di Cimabue), il quale a cavallo tra il Duecento e il Trecento, oltre ad approfondire la lezione di Cimabue, compì degli studi sulla prospettiva per dare un maggiore senso di profondità alle scene pittoriche. Si tratta una prospettiva ai primi albori, ma già capace di sbalordire. Gli affreschi eseguiti da questo artista fiorentino nella Cappella degli Scrovegni a Padova tra il 1303-05, sono un esempio di arte trecentesca che fu scuola per il mondo. Da questo momento le immagini pittoriche saranno molto diverse.  
 
Giotto fu un vero rivoluzionario della pittura e oltre agli studi prospettici, inserì anche degli elementi architettonici negli sfondi per suddividere la scena in più piani (come mostrato in questo dettaglio sempre della Cappella degli Scrovegni). Gli sfondi dei dipinti da vuoti (riempiti nel Duecento solo con oro), prendono ad apparire a questo punto densi di disegni. E' questo un fattore che ci mostra chiaramente il passaggio dalla pittura vuota e immobile duecentesca a quella ricca di particolari e movimentata trecentesca.  
 
 
Vediamo ora due dipinti di Duccio di Buoninsegna, il primo fu realizzato nel 1300 prima dei fondamentali cambiamenti stilistici di Giotto nella Cappella degli Scovegni; il secondo invece fu realizzato nel 1311, post-Giotto.  
 
 
Pur mantenendo l'oro nello sfondo (abbandonato da Giotto per il cielo azzurro), l'influenza che Duccio subì fu notevole, ma questo non avvenne solo per i contemporanei di Giotto, ma in tutti gli artisti successivi.  
Per tutto il Trecento si videro numerose scene simili a quelle della Cappella degli Scrovegni come in quest'opera di Maso di Banco (allievo di Giotto) dove si vede uno studio della prospettiva e delle architetture molto sapiente per l'epoca.  
 
Chi visse a cavallo tra il Trecento e il Quattrocento proseguì in questo tipo di studio prospettico per dare al dipinto un maggiore senso di profondità, come fece ad esempio Andrea di Bartolo (1389-1428), il quale come si vede nell'immagine qui in basso, aumentò il numero delle case presenti nella scena e fece uscire i soldati da un porticato per aumentare l'effetto di profondità.  
 
 
Questo aumento di architetture negli affreschi fa comprendere a noi l'avanzamento del periodo storico in cui un dipinto viene realizzato (se all'inizio o alla fine del Trecento). Tuttavia a parte queste piccole novità, dopo Giotto fino a giungere a Masaccio, non vi saranno altri artisti rivoluzionari capaci di cambiare stile alle immagini pittoriche.  
Masaccio nella sua seppur breve vita, diede un notevole contributo alla pittura per i suoi ulteriori studi sulla prospettiva, sull'architettura, l'espressione dei volti e soprattutto, per la sua ricerca del tridimensionale quando disegnava figure. A partire da lui quindi (si tratta della prima metà del Quattrocento), le immagini pittoriche migliorano ancora di più e anche lo stile architettonico appare nei dipinti sempre più perfezionato. L'opera qui sotto di Masaccio ci mostra lo stile quattrocentesco con il suo inizio d'ascesa verso le vette della perfezione (come intesa dall'uomo moderno).  
 
 
Intorno al 1450 infatti, grazie anche al primo trattato di architettura (De re aedificatoria) realizzato dal Leon Battista Alberti, le case sullo sfondo compresi i primi rudimenti di paesaggio, iniziarono a rimpicciolirsi dando un maggiore senso di realtà e profondità. Un esempio è il dipinto di Andrea del Castagno datato 1453 dal titolo: San Giuliano e il Redentore.  
 
 
Osserviamo ora il dipinto qui sotto dove vi è la scena di una Deposizione dalla Croce; le figure ai lati sono sproporzionatamente piccole rispetto ai protagonisti e si tratta quindi di un lavoro pittorico eseguito alla maniera antica (duecentesca). Tuttavia se si osserva bene il paesaggio sullo sfondo, si nota che venne fatto con una buona conoscenza prospettica per cui il dipinto deve essere stato realizzato dopo il 1450, difatti le architetture qui sono molto rimpicciolite e il paesaggio si estende parecchio sullo sfondo come non accadeva mai nel Trecento. I passi avanti compiuti dagli artisti nello studio della prospettiva, sono le componenti più importanti per farci distinguere un lavoro pittorico trecentesco da uno della seconda metà del Quattrocento.  
 
Questa Deposizione della Croce nonostante abbia ancora degli elementi simili all'antica maniera pittorica trecentesca, fu realizzata nel 1470 da Fernando Gallego (1440-1507), il quale proprio perché meno bravo dei suoi colleghi, risulta più adatto per farci comprendere come si poteva mischiare lo stile trecentesco con quello quattrocentesco.  
Riassumendo: Il movimento delle figure, l'apparizione dell'architettura e degli sfondi dipinti, fa distinguere un lavoro del XIII secolo (che ne è esente) da uno del XIV secolo; lo sviluppo prospettico dell'architettura dipinta negli sfondi ci fa capire con precisione se un dipinto appartiene al XIV o alla seconda metà del XV.  
Alla fine del Quattrocento giunse Leonardo da Vinci a dare un altro sostanziale cambio di stile all'arte pittorica.  
Questo però lo vedremo nella prossima lezione.  
(Per un approfondimento si consiglia anche di leggere: Vite dei pittori e la sezione Storia dell'arte.)  
 
(FAGR 4-4-13)