PITTURA OMNIA 
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INDIVIDUA IL PERIODO STORICO DI UN QUADRO - PARTE 7 
 
A fine Cinquecento mentre a Roma si esaltava con l'arte il papato che distribuiva il potere sugli uomini ai prelati, parallelamente per la prima volta nella storia dell'arte nasceva una corrente pittorica che si opponeva alle idee non solo del Manierismo imperante, ma anche al classicismo rinnovato dei Carracci (vedi: "Individua il periodo storico di un quadro -Parte 6"): si tratta dell'anticlassicismo di Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610).  
Le principali novità introdotte in pittura da Caravaggio sono:  
 
1) Modelli per quadri scelti tra persone di basse condizioni sociali.  
Con grande tenacia Caravaggio mise nella sua arte un bisogno di polemica mai visto prima. La natura provocatoria dei suoi lavori si esprimeva soprattutto attraverso le pose e le espressioni dei personaggi raffigurati nei suoi quadri, i quali furono scelti sempre tra la gente di strada per poter immortalare la loro esistenza difficile.  
 
 
2) Colori più scuri per far risaltare i fasci di luce da dove emergono i protagonisti.  
Le figure dipinte da Caravaggio emergono dal buio attraverso fasci di luce che le avvolgono; esse riportano una realtà più viva dove così inquadrata e messa a fuoco, dà l'impressione di avvicinare di più l'osservatore alla scena.  
 
 
3) Nascita di volti stravolti fino all'eccesso.  
Gli studi di Leonardo riguardo le espressioni del viso, vennero ponderati da Caravaggio con grande attenzione e ciò diede vita ad immagini pittoriche dove sui visi dei protagonisti risaltavano le più violente reazioni dell'animo umano. Il Merisi che nacque a Milano e fece quindi la sua formazione artistica dove il da Vinci lavorò a lungo, s'interessò molto alle emozioni umane prima trascurate dai pittori, in particolar modo dell'angoscia e del raccapriccio (il dipinto “Testa di Medusa” qui di sotto, ne è una prova).  
 
 
4) La sofferenza delle masse per la prima volta ricercata da raffigurare su tele.  
Caravaggio fece entrare in pittura per la prima volta la sofferenza sia fisica che psicologica delle masse di ceto basso, prima mai neppure degnate di uno sguardo dagli storici; fu anche il primo a trattare argomenti come la morte e la malattia. Per raffigurare il tema “La morte della Madonna”, fece grande scandalo ritraendo il cadavere di una prostituta suicida (si annegò nel Tevere) che tutti i benpensanti riconobbero in quanto donna molto conosciuta a Roma.  
 
 
5) Con il “Bacchino malato” introdusse la malattia in pittura.  
Mai prima di allora era stato raffigurato un personaggio in stato di degrado fisico dovuto alla malattia.  
 
 
6) Temi dedicati alle brutalità di certi gesti.  
Egli dipinse anche in quadri come “Giuditta e Oleferne”, la brutalità di alcuni gesti biblici richiamando l'attenzione sui problemi della giustizia contemporanea.  
 
 
NOTA: Dai suoi contemporanei che vedevano l'arte solo come una scienza, fu per questo disprezzato. Nel Seicento però, Galileo Galilei scoprirà che la natura ha un linguaggio impossibile da studiare con solo degli strumenti artistici, così le indagini fatte da questo pittore lombardo sulla vita interiore dell'uomo, prenderanno sempre più importanza.  
 
Riassumendo  
Alla corrente d'arte classica per la prima volta nella storia dell'arte ne apparve una a fine Cinquecento in netta contrapposizione, trattasi del caravaggismo. A fine Cinquecento Caravaggio fu l'unico a comprendere la lezione sul vero data dai grandi maestri cinquecenteschi e incomincerà così a dipingere mirando di svelare cosa si cela dietro lo splendore dei regnanti. Nell'indagare scurì i colori per mettere ben in mostra i suoi soggetti con fasci di luce e mostrarci bene tutta la loro sofferenza. Dal caravaggismo nasceranno le basi che spalancheranno le porte alla futura arte moderna.  
(FAGR 9-2-15)