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FALSARI CELEBRI: ALCEO DOSSENA 
 
Alceo Dossena fu un italiano che verso la fine dell'Ottocento divenne famoso come copista sia di sculture che di dipinti famosi. Lavorò in tutta la nostra penisola e quando l'eco della perfezione delle sue opere si diffuse ovunque negli ambienti artistici, due mercanti d'arte privi di scrupoli, Fasoli e Pallesi, gli commissionarono una serie di lavori assicurandogli di venderli come copie d'autore.  
Alceo era un uomo onesto, così mentre i due truffatori si arricchivano, lui faticava a sbarcare il lunario avendo anche a carico una moglie ammalata e bisognosa di molte cure. Quando scoprì d'essere stato ingannato e che Fasoli e Pallesi rivendevano le sue opere a cifre folli, egli li denunciò; riuscì anche a vincere la causa, ma con i soldi del risarcimento poté solo a pagare il funerale alla moglie e saldare i debiti fatti per curarla. Nell'ultimo periodo della sua vita (il copista viveva a Roma) a Caracas prese a circolare una voce sul dittatore venezuelano Juan Vincente Gòmez , il quale avrebbe proposto ad Alceo di eseguire per lui banconote false; ebbe in risposta un bel rifiuto e ciò la dice lunga sulla integrità morale di questo artista. Non ci sono prove certe che ciò sia vero, ma possiamo oggi immaginare quanto il copista fosse diventato famoso sia per la sua bravura che per la sua onestà se si diffuse tale voce. Fasoli e Pallesi avevano venduto a prezzi astronomici le sue opere anche a musei celebri e a collezionisti per cui esse rimasero comunque anche dopo il processo, dove erano in bella mostra. Non è dato sapere ancora oggi in quanti e quali musei e collezioni private vi sono le copie di Alceo Dossena perché nessuno infondo interessa rendere ciò pubblico, in ogni caso ora valgono come gli originali.  
Il Dossena nonostante la fama, restò a vivere modestamente a Roma fino al giorno della sua morte avvenuta nel 1937.  
(FAGR 5-12-13)