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I PITTORI PIU' SFORTUNATI DELLA STORIA 
 
Lotto, Pontormo, Caravaggio e Van Gogh, sono pittori che hanno un fattore comune: ebbero delle vite piene di sofferenza e con poche soddisfazioni. La condizione umana è quella che è, ma si sa che la sfortuna si accanisce spesso più contro alcuni che non altri.  
Lorenzo Lotto, pittore veneziano del XVI secolo di eccezionale talento e fantasia, venne gettato nel dimenticatoio e tratto fuori solo nel Novecento. Le tendenze di questo artista a navigare contro corrente durante la sua esistenza, lo spinsero a preferire uno stile di pittura nordico (ispirato ai lavori di Durer), piuttosto di quello di Giorgione in voga a Venezia ai suoi tempi. Fu questo ad obbligarlo a lasciare la sua città natia e a girovagare per l'Italia conquecentesca spesso in gravi difficoltà economiche.  
La sofferenza esistenziale di Jacopo Carucci detto Pontormo, è presente in ogni sua opera pittorica. Vasari lo definì di personalità singolare, d'indole inquieta e solitaria ed egli in effetti non si sposò mai tenendo rapporti stretti solo con l'allievo Bronzino (vedi l'articolo: Il diario del Pontormo). Fra tutti i pittori manieristi fu il più rappresentativo nel creare un'arte densa del malessere che dilagò in Italia a partire del 1527, quando Roma fu messa a ferro e fuoco dalle truppe lanzichenecche dell'imperatore Carlo V (Sacco di Roma).  
La vita di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, fu segnata da una serie di avventure, risse, accuse di omossessualità, fino a giungere all'omicidio di un suo avversario di gioco a carte, faccende sporche che lo renderanno assai infelice e che nel 1606, lo vedranno condannato a morte in contumacia dal papa. Costretto a fuggire da Roma dove lavorava, ebbe altri guai nella successiva odissea che lo attendeva e la sfortuna lo volle morto appena ricevuta la grazia, su una spiaggia sconfitto totalmente dalla malaria.  
Van Gogh nella sua vita vendette un solo quadro, nonostante ne abbia creati più di ottocento; questo suo insuccesso personale lo portò alla disperazione fino alla tragica decisione di togliersi la vita.  
E' sicuro quindi che la fortuna è cieca, essa non rispetta il talento e nemmeno altre buone virtù, però nulla può contro la bellezza di alcune opere umane che sembra affascinino persino il cielo, il quale per rendere loro giustizia, smuove dopo acque e monti pur di farle divenire immortali e con esse i loro esecutori.  
(FAGR 5-2-11)  
 
Lotto 
Pontormo 
 
Caravaggio 
 
Van Gogh