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L'EROTISMO SFRENATO DI BOUCHER 
 
Dee in quasi totale nudità abbracciate tra loro, ninfe e baccanti, sono tra i soggetti più usati da Boucher per incarnare l'erotismo più compiuto e amato della corte francese di Luigi XV. La complicità tra due o più donne è lasciata trapelare dal primo pittore di corte, tramite giochi scherzosi, sguardi complici e sussurri nelle orecchie che trasportano lo spettatore in un mondo a parte, al di fuori dalla realtà. Boucher interpretò il mondo delle divinità greche e romane, non più come voleva l'ideale classico del Rinascimento, ma solamente come pretesto per soddisfare le fantasie di un sovrano e della sua corte. Egli non raffigurò le storie mitologiche nel loro svolgersi, ma con attimi fugaci da lui immaginati della vita dei protagonisti; la “Toilette di Venere” ne è un esempio, qui la dea dell'amore e della bellezza è circondata da Amorini che l'aiutano a pettinarsi e le mostrano gioielli, mentre sta immersa in stoffe preziose. La stessa marchesa di Poumpadur, amante e favorita di Luigi XV, avrebbe potuto essere ritratta al posto di Venere, perchè a parte gli Amorini e le colombe, la scena appare ugale a quella che doveva essere la sua preparazione mattutina alla giornata.  
Innumerevoli sono i dipinti nell'arte di questo pittore che rappresentano Venere in pose leziose, puttini e altri déi come Mercurio, Marte e Adone. Gli uomini sono anch'essi rappresentati in pose esplicite, dove è quasi palpabile il legame con la figura femminile con cui scambia sempre sguardi eloquenti.  
Boucher dipinse nella sua carriera 728 tele (224 purtroppo andate perdute) delle quali solo 44 a tema Sacro e dell'Antico Testamento; la stragrande maggioranza dei suoi quadri infatti, raffigurano puttini giocosi vicino a déi nel loro mondo, scene pastorali di amori fanciulleschi con contadine, poco contadine e più cortigiane, unicamente per rallegrare, incuriosire e far evadere dalla quotidianità.  
(FAGR 16-8-09)