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TROMPE-L'OEIL, AL DI LA' DELLA CORNICE 
 
Gli studi dedicati alla prospettiva già dal Trecento a partire da Giotto poi sviluppati da Masaccio e Leonardo da Vinci, liberarono le forme di cose e di persone dalle gabbie in cui erano state rinchiuse per secoli. Finalmente nacquero in pittura immagini simili a quelle date dagli specchi e si ottenne l’impensabile nel Medioevo: l’effetto tridimensionale, creduto possibile in precedenza solo nel campo della scultura.  
Nel Rinascimento grazie a Brunelleschi, Leon Battista Alberti e altri architetti che introdussero in arte novità veramente sbalorditive per i loro tempi, si cercò di stupire anche in pittura creando i primi effetti illusionistici, i quali ebbero da subito grande successo.  
Un esempio è la Camera degli Sposi nel Castel San Giorgio a Mantova dipinta dal Mantegna (1431-1506), dove in un cerchio posto sul soffitto, appaiono un gruppo di figure che guardano di sotto, dando così l’idea allo spettatore di essere spiato dall’alto.  
Successivamente Raffaello Sanzio (1483-1520) userà la prospettiva nei suoi affreschi in Vaticano (ad esempio nella Scuola d’Atene), in maniera da allargare la veduta dell’immagine pittorica e dare la massima profondità.  
Alla ricerca di effetti speciali da portare in pittura fu anche un allievo di Raffaello, Giulio Pippi detto il Romano (1499-1546), il quale in Palazzo Te a Mantova per Francesco Gonzaga II, dipinse nella sala detta dei Giganti, “La caduta dei Giganti”, dove lo spettatore ha l’impressione di essere coinvolto nel crollo delle colonne addosso ai Giganti tanto sembra che la solidità dell’ambiente sia messo in pericolo.  
Il pittore manierista Antonio Allegri detto il Correggio (1489-1534), nella cupola del Duomo di Parma mise in scena la raffigurazione de “l’Assunzione della Madonna” con trucchi pittorici dal grande effetto illusionistico, i quali furono ammiratissimi e presi come esempio dai pittori del Seicento Barocco.  
Paolo Veronese (1528-1588) nella villa Barbaro a Maser, creerà poi degli affreschi comprendenti architetture e paesaggi risaltati attraverso un nuovo effetto pittorico che verrà chiamato Trompe-l’oeil (inganna l’occhio). L’idea principale era qui di dipingere sui muri una finestra, una porta, un porticato o anche un atrio, in modo da dare un senso di maggiore vastità all’ambiente.  
Il successo ottenuto da Veronese nella villa dei fratelli Barbaro, fece in modo che sempre più artisti si ispirassero al suo lavoro. In questo primo articolo dedicato agli effetti speciali in pittura, ci occuperemo dei Trompe-l’oeil dove le figure sono esposte o in “fuga” dalla propria cornice dipinta.  
Nei quadri dell’artista Charles-Amédée-Philippe van Loo (1719-1795) intitolati: “Le bolle di sapone” e “La camera oscura”, i protagonisti del quadro si sporgono con le braccia e la veste dalla loro cornice.  
Questa idea è stata ripresa anche da Pere Borrel del Caso (1835- 1910) con un’opera simile a quella di Van Loo, dove due bambini guardano l’osservatore sporgendo da un tondo incorniciato. L’opera però più famosa di Pere Borrel è: “Scappando dalla critica” e qui si vede un ragazzino che esce letteralmente dal quadro per fuggire a tutta velocità.  
Questo tipo di Teompe-l’oeil proviene da una moda pittorica settecentesca uscita dalla ricerca di divertimento del Rococò, una corrente pittorica che appare come una continuazione del Barocco, il quale adorò ricercare effetti scenici (anche teatrali) per meravigliare i suoi committenti.  
I quadri dipinti con il trucco “inganna l’occhio”, furono amatissimi e sempre richiesti fino a superare il periodo del Rococò e ad arrivare all’inizio del XX secolo. Il senso della spettacolarità in arte successivamente richiese altri sistemi per sbalordire, ma l’idea messa in atto per la prima volta da Veronese a fine Cinquecento, dà ancora oggi molti spunti ai disegnatori, compresi i fumettisti, i quali da sempre provano a colpire l’immaginazione della gente nello stesso modo.  
(FAGR 1-3-13)  
 
Andrea Mantegna 
 
Raffaello Sanzio 
 
Antonio Correggio 
 
Paolo Veronese 
 
Charles-Amédée-Philippe van Loo 
 
Charles-Amédée-Philippe van Loo  
 
Pere Borrel del Caso  
 
Pere Borrel del Caso