PITTURA OMNIA 
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LA TENTAZIONE DI SANT'ANTONIO 
 
Se anticamente gli scrittori greci presero spesso ispirazione per le loro storie dai dipinti degli dŔi ritrovati in grotte, successivamente furono i pittori a trovare spunti nelle storie della letteratura per creare i loro capolavori. Dalla Bibbia alle storie mitologiche e ai racconti di scrittori e poeti, tutto fu tradotto in immagine pittorica.  
La fantasia popolare veniva in passato alimentata con storie sia bellissime che terrorizzanti e quanto a quest'ultime, fino al punto da essere utili ancora oggi a chi vuole fare film dell'orrore. Niente di quanto le menti del passato pensarono per intimorire, potrÓ mai essere superato. Ci˛ che contava era ribadire concetti e ogni civiltÓ che aveva i propri, non esit˛ a formularli in modo da farli rimanere bene impressi in ogni mente.  
Gli artisti raffigurarono parecchie storie piene di mostri, sia traendole dalla mitologia Greco-romana che dai racconti cristiani. Nel Quattrocento nacquero i primi quadri rappresentanti veri e propri incubi e tra questi vi Ŕ :"La tentazione di Sant'Antonio Abate", il cui tema venne sempre eseguito con figure spaventose.  
Nel 285 il Santo si ritir˛ sul monte Pispir dove c'erano i resti di una fortezza romana abbandonata, rimanendo in totale solitude per 20 anni e durante questo lungo periodo di purificazione spirituale, fu tentato dal demonio in ogni modo modo. Secondo la leggenda si  
racconta anche che Sant'Antonio soleva scendere all'Inferno per contrattare con il diavolo le anime dei morti. Per questo nel corso dei secoli i pittori hanno dipinto il Santo circondato da demoni e da animali deformi (Sant'Antonio abate Ŕ il protettore degli animali), mentre cerca di meditare in solitudine o di strappare un'anima perduta dall'Inferno. Si tratta di scene inquietanti, dove appaiono anche figure metÓ umane e metÓ bestie, simili a quelle create dalla mitologia greca. Per rappresentare la morte, si inventeranno i primi scheletri della storia della pittura, creazione che a partire dal Medioevo, avrÓ largo successo nell'arte e che si usa ancora nel mondo moderno per esprimere il raccappricciante.  
(FAGR 7-2-10)  
 
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