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LEONARDO E FRANCESCO MELZI 
 
I rapporti tra allievi e maestri non sempre sono stati positivi; a volte i giovani non riuscivano a far emergere le proprie capacità per via di insegnanti che imponevano il proprio stile, altre volte invece, erano i maestri ad essere schiacciati da allievi troppo promettenti. L'esempio più famoso di un artista surclassato da un alievo riguarda il Verrocchio, maestro di Leonardo, che si dice abbia smesso di dipingere dopo aver visto l'angelo dipinto dal giovanissimo da Vinci. Tra i maestri che impedirono ai propri allievi di crescere è conosciutissimo il Reni (vedi articolo "Guido Reni,il precursore dei maestri moderni"), però ancora una volta sarà Leonardo a battere ogni record. Egli fu forse l'unico a riuscire sia a superare il suo maestro che annientare artisticamente tutti i suoi discepoli. Quando fu in grado di creare una fiorente scuola, non ne uscì nessun nome di rilievo. Verrebbe subito da pensare che il genio preso da tutti i suoi studi non sia stato un buon maestro, ma il rapporto avuto con alcuni di loro, afferma senz'altro il contrario. Un discepolo in particolare gli rimase accanto tutta la vita, lo seguì persino in Francia negli ultimi anni e non si separò mai dall'eredità artisca che Leonardo gli lasciò dopo la sua morte, stiamo parlando di Francesco Melzi. Appartenente ad una nobile famiglia milanese, Francesco, nato a Milano 1491, entrò in apprendistato presso il genio di Vinci all'età di quindici anni, nel 1506. La figura del Melzi è alquanto misteriosa, poco si sa della sua vita ed è incerta anche la data della sua morte, indicata intorno al 1568. Il suo stile pittorico fu molto fedele a quello del maestro, alcune opere infatti gli sono state riconosciute solo recentemente, attribuite prima invece a Leonardo, segno questo di quanto lo studio e l'imitazione della mano del maestro, fosse stato fondamentale per questo discepolo.  
L'imitazione dello stile pittorico era importante per tutte le botteghe d'arte in quanto spesso i maestri rifinivano solo gli ultimi particoliri di un quadro per le troppe committenze importanti che ricevevano; nessun artista per quanto grande, avrebbe altrimenti potuto rspettare i tempi di consegna e pertanto erano sempre i discepoli ad eseguire gran parte del lavoro. Appena acquisita la pratica in genere però, l'allievo si distaccava e si allontanava dalla bottega per poter realizzare uno stile proprio. Ebbene, non solo il Melzi, ma anche tutti gli allievi di Leonardo pur aprendo attività proprie, per tutta la vita restarono sempre intrappolati nello stile pittorico inconfondibile del genio fiorentino.  
(FAGR 3-12-09)  
Leonardo da Vinci "Autoritratto" 
Boltraffio "Ritratto di Francesco Melzi"