PITTURA OMNIA 
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LE VITE DEI PITTORI NELLA SETTIMA ARTE 
 
Le vite degli artisti del passato furono davvero fuori dal comune oppure il nostro cinema (detto anche settima arte), le ha rese mitiche attraverso i ritocchi magistrali fatti dagli sceneggiatori?  
Alcuni pittori le cui esistenze furono immortalate dalla filmografia, vissero i terribili momenti in cui si saccheggiavano città, ad altri capitò di essere accusati di omicidio e altri ancora divennero diplomatici di re o regine, di sicuro tutti fattori affascinanti per i registi, ma sta di fatto che in realtà si sa poco o nulla sulle loro vite, al contrario di quanto si vuole far credere. Di quanto scrissero i biografi del passato (infondo non molto diversamente da quelli di oggi), non ci si può di sicuro fidare.  
Sono stati realizzati lungometraggi su: Caravaggio, Rembrandt, Pontormo, Goya, Van Gogh, Modigliani, Toulouse-Lautrec e su molti altri artisti che se oggi sono adorati dal grande pubblico, si deve proprio all'intervento pubblicitario della settima arte. E così mentre i pittori prima elencati vennero maltrattati oltre ogni dire durante la loro vita, oggi sono veri e propri fari che illuminano il cammino di chi vuole intraprendere la professione di artista.  
Aggiungendo altri film che raccontano le vicende di: Raffaello Sanzio, Picasso, Artemisia Gentileschi, Egon Schiele, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti (tra i quali vi è il famoso “Il tormento e l'estasi”), si può affermare con certezza che essi basano su scarni fatti documentati con un abbondante impiego di fantasia.  
Anche i quadri più celebri hanno ottenuto una trasposizione cinematografica: la “Maja desnuda” (1958), forse l'opera più famoso di Goya, “L'ultima cena” (1948) di Leonardo e "La ragazza con l'orecchino di perla”(2003), dipinto da Vermeer, ne sono prova; essi sono stati usati come pretesto per raccontare le biografie dei loro autori e bisogna aggiungere, in maniera alquanto azzardata. In "Maja desnuda" del 1958 si suppone che la modella del quadro fosse la nobile contessa d'Alba, cosa assolutamente non vera; più interessante come si mostra la modella di Vermeer in "La ragazza con l'orecchino di perla" anche se non più verosimile e né credibile (lo sceneggiatore qui sembra convinto che la mentalità femminile secentesca nord-europea non si differenzi di molto da quella di oggi), tuttavia sempre tanto di cappello alla settima arte, la quale come niente e nessuno riuscì a fare prima della sua nascita, ha nel XX secolo appassionato folle intere alle vite dei grandi artisti.  
(FAGR 18-1-11) 
Vermeer "La ragazza con l'orecchino di perla"