PITTURA OMNIA 
RIVISTA D'ARTE ON-LINE 
 
 
 
A
 
B
 
C
 
D
 
E
 
F
 
G
 
I
 
L
 
M
 
P
 
Q
 
R
 
S
 
V
 
Sito on line dal 24 giugno 2009 
 
Tante lezioni gratuite per i più piccoli. 
Visita il sito: 
 
 
 
 
 
E' STATA DAVVERO L'INVENZIONE DELLA FOTOGRAFIA AD UCCIDERE LA PITTURA? 
 
Se si chiede come mai si considera l'arte della pittura superata fin dall'Ottocento, la risposta di tutti spontanea è: per forza, in quel secolo nacque la macchina fotografica. E' vero che essa riproduce la realtà con precisione assoluta, ma questo basta per incolparla della fine della figurazione in pittura?  
In molti risponderebbero che anche i pittori a partire dagli impressionisti, credettero fosse così o non si sarebbero dati tanto da fare per indirizzare la loro arte verso il rifiuto di un'immagine nitida da raffigurare.  
Qualcuno si è mai posto la domanda: e se avessero avuto un altro motivo per incominciare a dipingere senza ben definire i particolari di un quadro?  
Analizziamo alcuni dei fatti importanti accaduti nel secolo XIX:  
1) 1830 Rivoluzione borghese.  
2)1876 Avvento della sinistra storica.  
3) 1870 Crollo del secondo impero di Napoleone III.  
4)1870 Fine del potere temporale della chiesa.  
Questi e non solo questi, crearono un sobbuglio sociale non da poco nell'Ottocento che si rifletté ovviamente anche sugli artisti. Dopo il 1870 la Terza Repubblica francese cercherà la propria legittimazione politica nei Salon approvando solo dipinti in grado di esaltare il suo governo; essendo la Francia in quel momento alla guida dei movimenti d'arte, ciò risulterà fondamentale per la rivoluzione artistica che avvenne inseguito con la conseguente fine della pittura come era sempre stata intesa.  
Nel XIX secolo avvenne così che solo chi aveva frequentato l'Accademia di Stato o un'atelier privato di un artista già riconosciuto dai Salon, poteva lavorare per i più ricchi. In passato invece, chiunque fosse un bravo pittore, anche se proveniva da maestri non famosi, aveva la possibilità di emergere, ma ora gli Stati tendevano a voler allevare da se i propri talenti e a sostenerli solo se aderivano pienamente alle loro idee politiche.  
Gli artisti esclusi dai Salon, si adeguarono allora alle richieste di nuovi committenti nel ceto della borghesia, la quale però voleva spendere meno per pagarli. Ecco così nascere improvvisamente la pittura più veloce da eseguire che permetteva di terminare un'opera anche in soli due giorni e avere lo stesso un guadagno. Gli impressionisti compirono studi per trovare una forma d'arte che permettesse loro sia di vivere che di esprimere le loro idee politiche contro i reggimi sotto la quale vivevano e davvero in tutto questo, la macchina fotografica c'entrava poco.  
Nel XX secolo la figurazione classica morì per sempre. L'idea che la povera macchina fotagrafica uccise la pittura (sostenuta dai critici d'arte), portò infine le accademie ad usare come oggi, poco i pennelli e comunque mai per immagini facilmente comprensibili.  
Dopo essere stato tanto difficile per gli Stati del secolo precedente tenere sotto controllo gli artisti emarginati, essi verranno dai nuovi politici fatti sparire quasi completamente.  
Come è potuta accadere una cosa del genere?  
Chi non ha mai sentito dire che le scuole di artisti sono frequentate solo da fuori di testa incapaci di studiare seriamente, alzi una mano. Chi esce da un'accademia d'arte oggi, è considerato dalla società una persona con poche capacità, come mai? Forse è ancora colpa della macchina fotografica?  
E' la gente (come fu nell'Ottocento) o il critico d'arte a stabilire oggi se un'opera è artistica oppure no? Tutti conoscono la risposta, ma se qualcuno la ignora, veda l'articolo: "Critici d'arte, dittatori dell'arte".  
(FAGR 10-10-10)