PITTURA OMNIA 
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LA PRIMAVERA 
 
La ricerca di realtà è sempre esistita nelle espressioni artistiche umane dai tempi dei tempi, ma essa divenne una caratteristica fondamentale nel movimento del Realismo iniziato in Francia grazie a pittori come Coubert e Manet, i quali vollero denunciare quanto i potenti coprivano per esaltare il proprio governo. Da questo importante movimento artistico che inaugurerà la società moderna, nacque (sempre in Francia) verso il 1870, il Naturalismo, una corrente pittorica che darà il via alla ricerca di realtà anche nei dipinti dedicati al paesaggio in precedenza idealizzati fino all’estremo.  
Tra i temi più amati dai pittori paesaggisti appaiono le stagioni e a brillare per numeri a lei dedicati vi è la Primavera. A dedicarle dei dipinti vi furono: Otto Max Bruno Moras (1883-1939), suo figlio Walter Moras (1856-1925), Eugenio Gignous (1850-1906), Adolf Kaufmann(1848-1916), Heinrich Hartung (1851-1919), artisti che ancora oggi sono quotati molto bene alle aste.  
Il Naturalismo si propagandò molto presto in tutta Europa raggiungendo anche gli Stati Uniti. In tutta la produzione del repertorio paesaggista come potrete notare dai dipinti dedicati alla Primavera qui di sotto, la realtà venne ricercata fino allo spasimo tanto da regalarci immagini simili a quelle rappresentate dalle istantanee fotografiche. In questi paesaggi appare però anche quanto la tecnologia non avrebbe mai potuto dare, un velo di malinconia che il pittore ha strappato dalla propria anima e con abilità poi messo nel suo dipinto.  
La Primavera rappresentando la rinascita della natura, è la stagione per antonomasia più gioiosa dell’anno, eppure in tutti i quadri naturalisti, essa non brilla più di felicità idealizzata come avveniva nell’arte classica (a partire dalla raffigurazione più celebre data dal Botticelli), ma solo dell'inquietudine del vivere dell'essere umano.  
(FAGR 1-3-13) 
 
Otto Max Bruno Moras  
 
Walter Moras  
 
Eugenio Gignous  
 
Adolf Kaufmann  
 
Heinrich Hartung