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ATTORI DI TEATRO 
 
Forse potrà sembrarci difficile immaginare qualcosa riguardante la celebrità dei nostri personaggi più in vista finire miseramente nel dimenticatoio in futuro, eppure è quello che è capitato agli artisti di teatro famosi durante il Settecento e l’Ottocento. Essi, seppure capaci di infiammare i cuori degli spettatori dell’epoca, sono attualmente sconosciuti ai più. Trattasi di attori le cui gesta vengono ancora descritte in enciclopedie e le loro sembianze furono ritratte da importanti pittori, ma essendo il loro lavoro artistico non immortalato dal cinema e da nessuna altra parte, non possono conquistarsi un poco di spazio nelle nostre memorie.  
A partire dal Seicento (un secolo che adorò il teatro) gli artisti da palcoscenico si specializzarono sempre di più nel portare al massimo virtuosismo i loro talenti e già dal Settecento, incantavano le platee con una bravura definita spesso magica.  
Woodward Henry (1714-1777) fu un celebre attore londinese che interpretò numerosi ruoli nella sua carriera, tra cui Petruccio ( personaggio della “Bisbetica domata” di Shakespeare) nelle cui vesti venne ritratto da Benjamin van der Gught Gucht (1753—1794); il suo Mercuzio (personaggio del "Giulietta e Romeo" di Shakespeare) si ritenne a suo tempo addiritura insuperabile, eppure oggi in quanti si ricordano di lui?  
Un altro noto attore inglese fu David Garrick (1717-1779) che venne ritratto da Thomas Gainsboroug (1727-1788), uno dei più bravi pittori settecenteschi; ciò mostra quanto egli fosse stimato e guadagnasse bene. David divenne un celebre drammaturgo, direttore teatrale e attore di spicco la cui recitazione influenzò ogni suo collega contemporaneo e anche le generazioni sucessive. La sua fama iniziò interpretando il “Riccardo III” di Shakespeare e il suo stile realistico portò la gente ad amare ancora di più il teatro shakesperiano, ma anche lui oggi è caduto nell'oblio.  
Robert Baddeley (1733-1794) ebbe una vita e una una carriera molto tormentate. Egli lavorò come cameriere e cuoco prima di diventare attore finchè non conobbe Samuel Foote (1720 -1777), suo datore di lavoro, un celebre drammaturgo, attore e direttore del teatro di Cornovaglia che lo spinse a calcare le scene. Robert studiò a lungo le lingue e gli accenti dialettali per poter caratterizzare con eccellenza i personaggi delle opere teatrali. Sposò un’attrice che lo superò in fama: Sophia Baddeley (1745-1786), la quale scappò di casa a diciotto anni per sposarlo (il padre essendo un trombettista voleva fare di lei una musicista). Sofia comparve sulla scena in molti ruoli da protagonista come: Ofelia in Amleto, Cordelia nel Re Lear, Olivia in "La dodicesima notte" e Imogen in Cymbeline.  
Il rapporto tra la coppia si incrinò quando lei entrò a far parte della compagnia di David Garrick che Robert arrivò persino a sfidare a duello talmente ne fu geloso. Nessuno dei due si fece male, ma la bella Sophia continuò a tradire il marito per cui si separarono nel 1770 quando lei era ormai al culmine della sua carriera; iniziò dopo a fare la cortigiana per mantenersi e ricchi benefattori compiacenti di certo non le mancarono. Con il tempo però la bella attrice iniziò a spendere più di quanto non potesse permettersi e quando la sua carriera cominciò a declinare, scappò dai creditori rifugiandosi prima a Dublino e poi a Edimburgo, dove fece la sua ultima apparizione. Robert Baddeley si ammalò di epilessia e morì prima della rappresentazione de “La scuola della maldicenza” in cui interpretava Mosè (ruolo che lo rese celebre) nelle cui vesti fu ritratto da Johann Zoffany (1733 - 1810). Questa coppia fece parlare di sé mezza Europa, ciononostante il tempo li ha fatti dimenticare entrambi.  
Anche la celebre attrice Elizabeth Farren (c. 1759 - 1829) fu ritratta dal pittore Zoffany, un ritrattista molto celebre ai suoi tempi. Si dice che questa donna fosse più alta rispetto alla media statura del tempo, snella, con splendenti occhi blu e un viso estremamente espressivo in scena. La sua condotta però a differenza di quella di Sofia Baddeley, fu sempre esemplare, tanto che ella riuscì a sposare il dodicesimo conte di Derby, Edward Smith-Stanley. A testimoniare la sua fama vi sono le numerose vignette satiriche del periodo in cui si fidanzò con il conte e tra esse spicca quella disegnata da Gillray (vedi articolo: Le vignette satiriche di Gillray), il quale la ritrasse altissima rispetto a lui che era sembra basso e grasso. Nonostante la società ridesse a crepapelle di loro, la coppia si sposò però lo stesso. Da quel che si sa dopo, la bravura di Elizabeth venne presto scordata da tutti così come il suo fortunato matrimonio.  
Non poteva mancare tra i grandi dimenticati il ritratto di quella che viene considerata la prima vera attrice inglese: Margaret Hughes (c. 1645 — 1719) detta anche Peg Hughes e Margaret Hewes).  
In Inghilterra alle donne era vietato salire sul palcoscenico e tutte le parti femminili venivano interpretati dagli uomini; dopo parecchi spiacevoli incovenienti come il vedere le protagoniste con accenni di barba, voci alquanto basse e fisici poco adatti ai ruoli del gentil sesso, il re Carlo II nel 1662, dichiarò con un mandato reale che fossero finalmente solo le donne a poter interpretare se stesse. Margaret Hughes potè così interpretare Desdemona dell’Otello e altri ruoli che la resero famosissima ai suoi tempi. Di lei ci resta un ritratto osè eseguito da Lely Peter e se non fosse per questo dipinto molto conosciuto dagli appassionati di arte erotica, di lei nessuno ricorderebbe più nemmeno che è mai esistita.  
La fama degli attori di teatro che tanto fecero innamorare gli uomini nel XVIII e nel XIX secolo, influenzò persino la moda delle donne facoltose, infatti divenne frequente fare ritratti indossando vesti teatrali. Incredibile, ma vero, le nobili signore desiderarono mostrarsi con i costumi delle attrici, come se queste fossero delle degne sostitute delle dee mitologiche dipinte nel Cinquecento per idealizzare la magnificenza della femminilità. Alexis Grimou realizzò un ritratto di fanciulla avente addosso un costume di scena, lasciandoci una prova tangibile di questa moda che rappresenta gli alboridi di quanto accadde nel XX secolo, quando i miti antichi verranno sostituiti completamente dalle celebrità del cinema: Rodolfo Valentino, Marylin Monroe e molti altri.  
Anche se purtroppo non ci è più possibile vedere le celebri interpretazioni di questi attori e attrici tanto amati al punto da influenzare non solo il modo di fare teatro, ma anche i costumi della società, grazie alla pittura ci restano però i loro volti e i costumi usati in scena ai loro tempi, certo non è molto, ma almeno è qualcosa di quanto luccicò come oro mentre erano in vita.  
(FAGR 3-2-13)  
 
Ritratto di Hanry Woodward  
 
Ritratto di David Garrick  
 
Ritratto di Robert Baddeley  
 
Ritratto di Sophia Baddeley  
 
Ritratto di Samuel Foote  
 
Ritratto di Elizabeth Farren  
 
Vignetta satirica "Elisabeth Farren e Edward Smith-Stanley"  
 
Ritratto di Margaret Hughes  
 
Ritratto di fanciulla con costume teatrale