PITTURA OMNIA 
RIVISTA D'ARTE ON-LINE 
 
 
 
A
 
B
 
C
 
D
 
E
 
F
 
G
 
I
 
L
 
M
 
P
 
Q
 
R
 
S
 
V
 
Sito on line dal 24 giugno 2009 
 
Tante lezioni gratuite per i più piccoli. 
Visita il sito: 
 
 
 
 
LA PITTURA DEL 1200-1300 
 
Della pittura greca e romana ci rimane pochissimo, se non ciò che ci riportarono alla luce nel Settecento gli scavi fatti a Pompei e Ercolano; il Cristianesimo come del resto in passato avevano fatto tutte le culture vincenti su altre, mirò a distruggere tutto quanto riguardava il paganesimo. Nel basso Medioevo lo stile Romanico-bizantino con i suoi splendidi mosaici trionferà nelle raffigurazioni sempre solo sacre e fino alla metà del Duecento, la pittura ne seguirà i moduli di impostazione del disegno e del colore. Affascinato dalla nuova ricerca della realtà di Giunta Pisano e Coppa Marcovaldo, sarà Cimabue (1240 ca.- 1303) a dare inizio alla nuova pittura fiorentina che tanto successo avrà nei secoli seguenti. Egli cercò di rappresentare espressioni e gesti scostandosi dagli stilemi bizantini per aprirsi alla ricerca chiamata gotica, ricca di stesure di foglie d’oro per definire lo spazio. Ebbe grande successo e influenzò i pittori che lo seguirono. Duccio di Boninsegna invece, passando attraverso la lezione di Cimabue, diede una originale interpretazione del Gotico e divenne il caposcuola della pittura senese trecentesca. A fine Duecento con il Gotico, si afferma un nuovo gusto del colore in cui predominano i colori chiari e vivaci. La tradizione del nuovo stile vuole che ogni personaggio si distingua con il suo colore specifico: Giuda è sempre dipinto con una tunica verde e un manto rosso, Pietro ha l’abito azzurro e il manto verde ect.  
Se Cimabue e Duccio posero le basi di uno stile nuovo in Italia, essi rimasero comunque legati alla loro formazione romanico- bizantina, il vero innovatore e anticipatore della pittura successiva fu Giotto, l’unico artista medioevale tenuto in considerazione dai pittori rinascimentali. Egli con la sua lezione trasformerà nel Trecento l’immobilità iconica bizantina in movimento per esasperare i sentimenti e lo fece con grande raffinatezza e cura nei particolari. La grande novità della sua pittura sta soprattutto nel linguaggio nuovo per esprimere sensibilità verso i problemi religiosi, politici e sociali che vide l’abbandono completo dell’astrattismo romanico. Le sue scene presentano una struttura prospettica che in alcuni punti sembrano conoscere persino dei principi scientifici, i quali in realtà verranno scoperti e applicati solo durante il Rinascimento nella pittura, ma che di sicuro, furono importanti per far porre nuove riflessioni.  
(FAGR 4-9-10) 
 
Cimabue "Madonna con Bambino e due angeli" 
 
Duccio di Buoninsegna "Ritrovamento di Gesù nel tempio"