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IL REALISMO 
 
IL REALISMO  
In Francia a metà Ottocento incominciò a diffondersi l’arte Realista che ha le sue radici nel Romanticismo. Il malcontento della massa lavoratrice si tramuterà in pittura con tematiche legate alla vita del lavoro e ai nuovo costumi della vita moderna. Le autorità governative faranno il possibile per non far diffondere l’arte Realista e quella Impressionista che ne fu la conseguenza; i pittori neoclassici nell’800 vissero tra onori e lusso e gli oppositori che mostravano il mondo reale, in infinite difficoltà, ma il tempo alla fine concederà la fama agli artisti perseguitati.  
 
IL REALISMO IN FRANCIA  
Il Realismo fu un movimento che ebbe le stesse mire dei fondatori del comunismo Marx e Engels. L’arrivo sulla scena economica, politica e sociale della massa dei lavoratori, darà vita alla nuova tendenza di rivolgersi alle classi più umili per trarre ispirazioni pittoriche.  
L’arte dei più importanti dei realisti, Coubert e Manet, sarà d’esempio a molti pittori. Essi mostrarono come la ricerca del “brutto”, fosse l’unico modo per poter trovare il vero e smuovere le coscienze. Caravaggio nel Seicento, aveva già indicato la strada e come accadde a lui, essi furono osteggiati dai potenti che sostenevano ancora solo l’arte classica dei modelli accademici, più adatta a pubblicizzare i loro governi. Nel corso dell’Ottocento qualcosa però cambiò. L’artista svilupperà maggiore libertà con l’affermarsi di un nuovo mercato privato che permise, una circolazione delle opere d’arte fuori dai soliti canali delle esposizioni ufficiali e accademiche. Tutto iniziò quando Coubert inviò le sue opere all’Esposizione Ufficiale di Parigi nel 1855, essendogli state tutte rifiutate, si organizzò in modo da creare un mondo artistico parallelo a quello ufficiale con l’ambizione di attirare comunque la stessa attenzione. Nel famoso padiglione del Realismo di Coubert dove egli espose le sue opere, si fece pagare per la prima volta al pubblico un biglietto d’ingresso e l’arte da quel momento, non fu più solo per pochi fortunati, ma anche per la classe borghese sempre più in crescita grazie allo sviluppo industriale. Nacque così, la figura del collezionista-mercante-critico che diventerà in breve tempo, il tramite più importante tra artista e pubblico.  
Il Realismo ebbe le sue radici nella corrente pittorica del Romanticismo con i dipinti di Goya dove l’artista, espresse tutto il suo orrore per una realtà disumana, ma soprattutto nel quadro di Delacroix: “La libertà che guida il popolo”. Esso fece grande scalpore e fu definito “ignominioso” dalla critica conservatrice, ma il dipinto a partire dal cadavere semi-spogliato in primo piano, inteso dai contemporanei del pittore come un’offesa al buon gusto, fu il modello principale per tutti gli artisti realisti. Per quanto riguarda la scuola di paesaggio francese invece, il grande ispiratore della ricerca nel reale fu l’inglese Constable, come avrebbe anche detto lo stesso Delacroix. Il suo lavoro stimolò in Francia la pittura all’aperto e fu sviluppato dai “Barbizonniers”, un gruppo di artisti che a Barbizon si riunirono per specializzarsi nella ricerca di effetti cromatici-luminosi, legati al cambiamento del tempo e delle stagioni. La figura principale qui fu Théodore Rousseau, ma tra loro vi fu anche Millet, il quale divenne molto imitato dai pittori più giovani (alcuni quadri di Van Gogh sono molto simili ai suoi). L’interesse per la figura umana mostrata senza nessuna idealizzazione nella dura vita dei campi spesso presente nelle opere di Millet, diede molto fastidio alle autorità, anche perché a Parigi nel 1816, si era iniziato a stampare litografie e tutto ciò favoriva l’uscita di vignette considerate amorali dai benpensanti.  
Il 1855 fu un anno importante per la scuola di Barbizon che ottenne un grande successo partecipando all’Esposizione Universale dell’arte a Parigi. Pubblico e critica incominciarono a sostenere i realisti e quando nel 1863 i loro quadri furono rifiutati in gran quantità al Salon Ufficiale, le polemiche e le proteste furono tali, che il re Luigi Filippo in persona prese un provvedimento clamoroso: le opere considerate di scarso valore, sarebbero state esposte in un'altra sala, ma nello stesso Palazzo dell’Industria (dove aveva luogo il Salon), in modo da consentire ai visitatori di confrontarle con i lavori accettati. Nacque così a Parigi il Salon des Refusés, una sorta di contro-esposizione, dove il movimento del Realismo poté fiorire e farsi conoscere sempre di più. Coubert e Manet divennero presto famosi anche se quell’anno, un quadro di Coubert, fu rifiutato persino da questo Salon per ragioni morali. Manet invece fece scandalo con: “Colazione sull’erba” definito dal re francese “sconveniente”.  
Si può quindi ben dire che se Caravaggio, Goya e Delacroix misero in moto il rifiuto al classicismo imperante, Courbet e Manet raccolsero le loro idee e accesero i primi bagliori dell’era moderna.  
 
Courbet "Funerale a Ornans" 
 
IL REALISMO IN INGHILTERRA - LA SCUOLA DI PONT-AVEN  
Nel villaggio di Pont-Aven in Inghilterra, si formò nell’Ottocento una colonia di artisti che attratti dalla bellezza del luogo, ricercarono la realtà nella natura. Sempre alla ricerca dell’incontaminato dalla società industriale, Paul Gauguin vi soggiornerà due volte nel 1886 e nel 1888 e i lavori da lui qui creati, diverranno un modello importante per l’esperienza pittorica dei Nabis e di altri movimenti artistici fino al Novecento.  
L’irrequieto Gauguin incontrerà a Pont-Aven, Emile Bernard, un pittore che dipingeva ispirandosi ad xilografie popolari applicando una semplificazione formale simile al modello Cézanniano e le sue opere, lo entusiasmeranno al punto da spingerlo ad usare gli stessi principi nei suoi successivi capolavori.  
 
Bernard "Giardino pubblico di Mayenne"