PITTURA OMNIA 
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UNA LEGGENDARIA GARA DI PITTURA 
 
Le gare come divertimento furono in uso fin dai tempi dei tempi (si pensi alle olimpiadi nell'antica Grecia) e quelle legate alla pittura furono in Occidente molto amate (vedi articolo: "Gare di pittura"). In Giappone dove ancora oggi il competere è posto come gioco fin dalla tenera età, se ne racconta di una avvenuta anche tra due artisti. Il protagonista di tale avvenimento non poteva essere che lui, il grande pittore e incisore Katsukita Hokusai (1760-1849), il quale seppe influenzare non solo gli artisti orientali, ma anche quelli occidentali (impressionisti e i post-impressionisti). Proprio però perché si tratta di un grande personaggio, i tratti leggendari di questa gara potrebbero essere di non poco conto. E' risaputo quanto sbalordisca e faccia fiorire favole su di sé un uomo povero che abbia saputo costruirsi una carriera eccellente, tanto eccellente da divenire immortale per i posteri. Ebbene Hokusai viene attualmente considerato in tutto il mondo un mito per quanto fece, ma si pensa figlio di una concubina e che la sua istruzione fosse dovuta al caso di aver fatto il fatturino in gioventù per una biblioteca ambulante. In ogni caso se la gara ci fu davvero, il divertimento che procurò a uno dei 41 shogun della storia giapponese a cui venne in mente di organizzarla, dovette consistere soprattutto nell'indispettire la persona scelta come avversario di Katsukita Hokusai: il letterato, poeta e pittore Tani Buncho (1763-1840), figlio del famoso poeta Tani Rokkoku e di nobile famiglia (ereditò l'alto stato sociale di samurai). L'eclettico Tani a differenza degli altri artisti contemporanei, amò sperimentare in parecchi campi dell'arte ottenendo sempre grandi successi, quindi sicuramente il dover gareggiare con un uomo di classe sociale inferiore e per di più non certo ricco (Hokusai non lo fu mai a causa di parecchi rovesci di fortuna) non doveva essergli stata una cosa gradita, tuttavia accettò lo stesso, del resto nemmeno un samurai poteva dire di no ad uno shogun, veri e propri dittatori militari sanguinari che s'inchinavano è vero all'imperatore, ma comandavano le loro terre con il pugno di ferro. La gara sembra finì in parità e questo di sicuro non piacque a Tani, specialmente perché Hokusai, artista eccentrico (soprannominato “il vecchio pazzo per la pittura” in tarda età), si diede da fare per stupire il  pubblico e farsi applaudire in modo da sembrare comunque il migliore; si narra infatti che fece intingere le zampe di un pollo in inchiostro rosso e lo spinse a camminare su un foglio dipinto prima da lui di blu (ebbe anche la sfrontatezza di chiedere in prestito il foglio proprio al suo rivale nella gara) spiegando allo shogun come blu rappresentasse il fiume Tatsuta mentre le impronte delle zampe erano le foglie d’acero autunnali. Per quanto possa essersi arrabbiato Tani Buncho allora, è certamente poco in confronto a come sarebbe rimasto male sapendo che non lui, ma proprio il suo avversario di umili origini e tanto povero da rimanere perfino a corto di fogli, sarebbe stato ricordato come il vincitore nella gara tra artisti giapponesi più bravi di sempre nei secoli successivi. 
(FAGR 28-11-15) 
 
Hokusai 
 
Tani Buncho 
 
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