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IL GUSTO PER LA MODA 
 
Attraverso la visione delle immagini pittoriche dei secoli scorsi possiamo constatare con i nostri occhi come la moda vestiaria o come la chiamano gli storici il “costume”, abbia avuto uno sviluppo alquanto lento fino all'uscita dei primi giornali nel Seicento; da questo periodo in poi però la tecnica sartoriale si affinerà sempre di più fino a toccare le vette altissime dell'Ottocento e del Novecento. L'invenzione delle prime macchine da cucire con la conseguente velocità nel creare abiti che ne derivò, permise inoltre l'abbassamento dei prezzi e il far indossare degli abiti elaborati anche alle donne del popolo del XIX secolo. La cura nell'abbigliarsi non è mai stata certo trascurata soprattutto dal sesso femminile e questo fin dall'antichità; un abito era (ed è ancora) un modo per distinguersi personalmente e socialmente con più facilità. 
Grazie alla ritrattistica si rilevano molti particolari sui vestiti sia da donna che da uomo del passato, ma per quanto riguarda i riferimenti precisi al settore moda, risultano molte più figurazioni della realtà femminile. Ci fu chi come l'artista fiammingo Adriaen van Bloemen (1639-1697), chiamato anche Bloem, mise in risalto come a pagare per gli abiti delle donne fossero sempre i maschi, in quanto le femmine sempre senza professioni remunerate non se li potevano mai permettere; il britannico James Gillray (vedi articolo: "Le vignette satiriche di Gillray") con la sua splendida caricatura del 1796 ca. intitolata “Seguendo la moda”, spinge invece alla riflessione come già ai suoi tempi pur di seguire alcune tendenze in voga lanciate da bravi sarti, molte donne si ponevano in posiziono ridicole. 
Il grande pittore francese James Tissot (1836-1902), prima di essere costretto a lasciare Parigi per Londra a causa dell'accusa di essere un comunista e anche prima della sua crisi mistica che lo portò in Palestina a dipingere solo opere religiose, rappresentò mirabilmente gli aspetti più mondani della capitale francese; il suo stile di pittura realista dava grande cura ai particolari e così nel quadro dove rappresenta un negozio alla moda, possiamo ammirare parecchi dettagli interessanti; egli oltre a mostrarci com'era l'interno di un lussuoso negozio parigino dotato di un manichino in vetrina, raffigura anche con precisione l'arredamento, dei pizzi e dei merletti sul banco e la divisa delle commesse, le quali erano obbligate a portarla sempre nera per  avere un aspetto serio e rispettare la dignità dei tempi. Si tratta di un mondo che oggi non esiste più, proprio come quello che appare nello schizzo del pittore statunitense William Glackens (1870-1938), il quale ci fa vedere dei manichini identici a quelli parigini; questo artista rifiutò il formalismo accademico e avendo studiato per tre anni a Parigi, s'ispirò sempre all'arte impressionista di Renoir per raffigurare il ceto medio della borghesia americana. Oggi nuovi tipi di stoffa, nuovi tagli per rendere più agevole l'indossare gli abiti, hanno reso il settore moda uno dei più seguiti e remunerativi esistenti e di certo nessuno mai nel Medioevo avrebbe potuto immaginare fino a che punto i modelli di capi di abbigliamento sarebbero diventati tanto numerosi. 
(FAGR 20-2-16) 
 
Adriaen van Bloemen 
 
James Gillray 
 
James Tissot 
 
William Glackens 
 
 
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