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I MAESTRI DELL'EROTISMO PITTORICO: ANTOINE CALBET 
 
Di buon diritto nella lista dei più bravi maestri dell'erotismo in pittura vi è l'artista francese Antoine Calbet (1860-1944). Il suo stile pittorico accademico piacque molto ai suoi tempi. Egli eseguì scene con nudi mirando in ogni occasione ad esaltare la bellezza femminile e lo fece seguendo sempre i metodi classici insegnatogli dal suo maestro Alexandre Canabel (1823-1889), il pittore ottocentesco più conteso dai collezionisti d'Europa e d'America per la sua capacità di idealizzare al massimo i corpi delle donne. La modernità di Calbet fu quella di riuscire ad inserire nella sua arte ispirata dai capolavori di Sandro Botticelli, anche l'ideale di donna dei maschi del suo tempo: una creatura affascinante e fiera della sua sensualità. E' questo un ideale nato nella seconda metà dell'Ottocento che vede il mondo femminile assai più passionale di quanto lo era stato in precedenza. Se osserviamo la Venere che esce dalla schiuma del mare dipinta da questo pittore nel quadro intitolato “L'Aurore”, notiamo subito quanto lei sembri desideri esibire il suo corpo, allontanandosi decisamente dagli atteggiamenti femminili del passato. Il nudo della Venere botticelliana ad esempio, si riferisce simbolicamente  all'amore portatore di fertilità e alla purezza di un animo incontaminato da quanto avviene sulla Terra, qualcosa quindi che non ha nulla in comune con l'arte di Calbet. Tutte le fanciulle dipinte da lui e ricordiamo tra le molte le protagoniste dei dipinti intitolati: Conchiglia di Venere”, “Les Ondines”, e “Satiro femminile”, incarnano i sogni dell'uomo di fine Ottocento, un periodo di decadentismo in cui la bellezza femminile rimase tra le poche cose assieme al fanatismo guerriero, ad esaltare le menti maschili perché il positivismo ottocentesco fu molto fragile e già a fine secolo ne rimaneva poco. Se pensiamo alle “veneri” del pittore francese settecentesco François Boucher (1703-1770), si nota come esse si pongono all'osservatore in modo più pudico e meno aggressivo di quelle raffigurate da Calbet, indicandoci così che i signori dell'Ottocento desideravano essere sedotti dalle donne in modo diverso di quelli del secolo precedente. Le scene pittoriche di nudi infatti ci mostrano principalmente il cambiamento delle idee in società rispetto al fascino femminile; il gusto rimase casto per tutto il Seicento, dal Settecento a metà dell'Ottocento si preferì quello di tipo vezzoso e civettuolo, dopo invece iniziò quello della donna altera capace di rifiutare le ipocrisie dell'epoca vittoriana. 
 
(FAGR 20-3-16) 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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