PITTURA OMNIA 
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L'ANTI-EROE DI CERVANTES 
 
Nell'Ottocento i pittori romantici (vedi: Romanticismo in pittura) attinsero ispirazione a piene mani dalla letteratura e tra i molti racconti da loro amati, vi fu anche: “Don Chisciotte della Mancia” di Miguel Cervantes (1547-1616), definito da molti studiosi il primo romanzo moderno. 
L'anti-eroe protagonista del libro di questo scrittore spagnolo, fra gli artisti venne trovato perfetto soprattutto da chi come il pittore Honoré Daumier (1808-1879), s'impegnò nella satira politica (era anche caricaturista); il suo cuore repubblicano infatti fu sempre convinto della necessità di far riflettere con il riso sull'inadeguatezza del vecchio governo monarchico a far fronte ai problemi della sua società e perciò usò dipingere più volte la figura di Don Chisciotte (vedi il quadro “Don Chisciotte sulle montagne”). Infondo usare la satira per seminare dubbi su quanto veniva sostenuto dalla politica contemporanea, era quello che aveva fatto anche Cervantes, il quale si sa, ne passò delle belle in guerra e dopo essere stato gravemente ferito, decise di scrivere un romanzo atto a distruggere i miti letterari cavallereschi capaci di spingere verso l'amor guerriero sostenuto dai governanti.  
Bisogna ammettere che non esistono molti quadri di pittura satirica (vedi: Le origini della satira in pittura) forse perché le radici pittoriche sono religiose; i materiali artistici capaci di proporre punti di vista alternativi a quelli seguiti dai più nelle società passate, sono sempre stati pochi, almeno fino al sorgere delle prime caricature disegnate. La Storia dell'arte ci insegna che se si voleva guadagnarsi da vivere come artisti cercare di smascherare ipocrisie come fece Cervantes non aiutava, difatti lui morì povero come tutti quanti ci provarono, primo fra tutti Caravaggio. Ecco perché i pittori cercarono di dolcificare i messaggi bruschi lanciati dal capolavoro di Cervantes alla maniera dello spagnolo Manuel Garcia, noto come Hispaleto (1836-1898), eppure anche lui venne accusato di non avere gusto dal famoso critico Isodoro Fernandez Flòrez perché nel suo quadro intitolato: Discorso di Don Chisciotte”, si avvertiva scarso rispetto verso la classe sociale aristocratica. Il massimo che si riusciva a sopportare in pittura era un ritratto dello scrittore Cervantes, ma neppure molto perché il quadro che vedete qui di sotto non si volle mai registrarlo da nessuna parte; si tratta di un'opera di autore incerto che viene generalmente attribuita all'olandese manierista Cornelis van Haatem (1562-1638), però ci sono parecchi dubbi in proposito. 
Bellissimo è anche il “Don Chisciotte” del tedesco Johann Geyer (1807-1875), ma si può essere sicuri che per quanto bello, nessun lavoro pittorico dedicato al famoso anti-eroe spagnolo di Cervantes vinse mai un premio, né nel XIX secolo né prima. Il pittore francese Antoine Coypel (1661-1722), fu un intelligentissimo e bravissimo esecutore dello stile barocco, ma nemmeno il suo quadro “Scena con Don Chisciotte della Mancia” venne mai premiato o segnalato tra i suoi migliori lavori. Attaccare i pregiudizi, seppure in forme delicate, fu guardato costantemente con sospetto e ogni volta punito con il disprezzo più totale dai signori dei secoli a noi precedenti; è questo un dato di fatto che il progresso umano ha cambiato solo di recente, ma solo in alcuni Stati della Terra e non tutti. 
(FAGR 24-4-16) 
 
Honore Daumier 
 
Garcia Hispaleto 
 
 
Cornelis van Haatem 
 
Johann Geyer 
 
Antoine Coypel 
 
 
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