PITTURA OMNIA 
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MONET 
 
Claude Monet nacque a Parigi nel 1840. Iniziò a disegnare fin da giovanissimo esponendo a Le Havre caricature e nel 1860 entrò nella libera Accademia svizzera, dove conobbe Pisarro. 
Finito il servizio militare in Algeria, tornò a Parigi ed entrò nello studio di Charles Gleyre, divenendo molto amico di Renoir, Sisley e Bazille. Con loro Monet ruppe lo stile accademico nelle sue opere e prese a lavorare a stretto contatto con la natura, schiarendo i colori per rendere i suoi dipinti carichi di luce. Nel 1870 sposò la sua modella Camille e nonostante l'interesse di Courbet per i suoi lavori e qualche riconoscimento, fu un periodo alquanto difficile; il Salon respinse quasi tutte le sue opere come ad esempio la: "Gazza" uno dei suoi maggiori capolavori. Egli molto presto abbandonò lo studio della figura per concentrarsi esclusivamente sul paesaggio, in  speciel modo quelli di Bougival ed Argenteuil, sperimentando nuove tecniche per far risaltare la luminosità della natura. 
L'artista fu costretto a partire per Londra durante la guerra franco-prussiana, ma qui rincontrò Pisarro in compagnia di Sisley e Daubigny. Dopo un breve soggiorno in Olanda, si stabilì ad Argenteuil per sei anni; allestì qui uno studio a bordo di un battello per poter dipingere stando sull'acqua per osservare meglio le vibrazioni e le ombre riflesse. I suoi insuccessi però proseguivano, ma nel 1874 la "Società anonima dei pittori" formata dai vecchi allievi dell'Accadémie Suisse, realizzarono un'esposizione collettiva dove Monet inviò il famosissimo dipinto "Impression - Soleil Levant", che il critico Louis Leroy usò per definire in modo dispregiativo gli artisti che avevano esposto le loro opere con il termine di "Impressionisti". La sua pittura suscitò sempre polemiche per via del totale abbandono del Realismo.  Tra i suoi lavori ci sono: Boulevard des Capucines del 1873; Donna in giardino in primavera nel 1875 e Papaveri del 1873. Viaggiò con Renoir da Mentone a Genova e nel 1883, si fermò a Giverny. Anche quando la sua pittura cominciò ad essere apprezzata, Monet fu sempre inquieto e mai soddisfatto. Incominciò nel 1888 la cosiddetta "Serie", ovvero lo stesso soggetto riprodotto più volte in momenti diversi della giornata e da diverse angolazioni in modo da imprimere la luce sulla tela nei diversi orari in stagioni diverse. Dipinse quaranta volte la cattedrale di Rouen nel 1892 e in seguito in riva al Tamigi, dipinse più volte le forme architettoniche prive di ogni solidità. In seguito anche all'indebolimento della vista, passò gli ultimi ventisei anni della sua vita a dipingere le ninfee del suo giardino, in una ricerca costante della massima espressione di un'astrazione lirica assoluta. Morì a Giverny nel 1926. 
 
 
 
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