PITTURA OMNIA 
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BOCKLIN 
 
Arnold Bocklin nacque a Basilea il 16 ottobre del 1827. Nel 1845 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Dusseldorf e divenne allievo di Johann Wilhelm Schirmer (1807-63) che lasciò una forte impronta nel suo modo di usare colori. Nel 1848 si recò a Parigi dove conobbe Corot e Couture di cui sarà ammiratore per tutta la vita. Nella seconda metà dell'Ottocento, il pittore svizzero sarà il massimo esponente del misticismo simbolico in pittura. Le sue opere nella maggior parte di tipo paesagistico, sono sempre pervase da atmosfere surreali in chiave filosofica-spirtuale con radice profonda nella corrente del Romanticismo in opposizione alla pittura classica di propaganda dei regnanti contemporanei. Nell' "Isola dei morti", egli propone il tema ricorrente di tutta la sua produzione: la precarietà della vita umana. 
Si tratta di due tele dalla sapiente distribuizione del chiaro scuro, frutto di lunghe meditazioni che la critica del suo tempo interpretò come un semplice elogio al mondo antico morente, ma in realtà furono molto di più, tanto da diventare parte integrante della storia della psicanalisi per i ricchi contenuti onirici. Le sue immagini pittoriche che esprimono la consapevolezza dell'uomo di essere in balia delle forze naturali, seppure ricche di sirene, centauri e eroi della mitologia, sono reali e fanno riflettere.  
Arrivato in Italia a vent'anni, Bocklin vi trascorrerà la vita, spostandosi continuamente e visitando molte città. L'arte antica, in particolare gli affreschi pompeiani, avranno una forte influenza su di lui, soprattuto dal punto di vista tematico. La sua indole malinconica lo porterà costantemente verso un'arte che libera gli istinti per evadere in un mondo dove sogno e storia, si mischiano creando forti emozioni.  
L'artista morirà a Firenze il 16 gennaio del 1901.