PITTURA OMNIA 
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CARAVAGGIO 
 
Michelangelo Merisi, meglio conosciuto con il soprannome di Caravaggio, nacque a Milano nel 1571; maggiore di quattro fratelli, divenne allievo a Milano di Simone Peterzani (dal 1584 1590). Iniziò ad imporsi come pittore a Roma, periodo in cui creò dipinti di piccole dimensioni, ma già rivoluzionari sia nel contenuto sia nella ricerca pittorica. Nell'ultimo decennio del cinquecento dipimse parte dei suoi capolavori più conosciuti come il "Suonatore di liuto", "Ragazzo con canestro di frutta", "Bacchino malato" e il "Bacco". La pittura di Caravaggio  famosa per i suoi toni caldi e la luce diffusa negli ambienti, capace di donare grande espressività alle figure, già dalle sue prime opere mostrava i segni dello sconvolgimento che l'artista porterà in seguito con la sua arte. Il dipinto che lo portò al successo fu il "Concerto"dove mostra tutta la sua esperienza acquisita a Roma; di questo periodo sono anche i dipinti: "Riposo in Egitto", "Cena in Emmaus" e la "Maddalena", ed è proprio da queste prime opere che Caravaggio sperimenta quella che verrà chiamata la "luce caravaggesca", che contraddistinguerà tutte le sue opere in avvenire. Dal 1600 le notizie biografiche diventano più precise sappiamo infatti che nel 1601 ferì con la spada un sergente di Castel Sant'Angelo e nel 1603 fu querelato per diffamazione. Nel 1606 invece durante una disputa al gioco della racchetta, uccise durante un duello Ranuccio Tommasoni, fatto che costrinse il pittore a fuggire da Roma. Partì all'inizio del 1608 per Malta dove venne accolto dal gran maestro Alof de Wignacourt, ma finì in carcere per una lite e appena poté fuggì a Siracusa; si spostò a Messina, Palermo e di nuovo Napoli. Venne perdonato dal Papa pertanto decise di rientrare a Roma ma a seguito di un arresto questa volta errato, in cui venne scambiato per un altro, si ammalò di una febbre perniciosa e morì il 18 luglio del 1610 a Porto Ercole. I suoi dipinti fecero discutere e sconvolsero i contemporanei; tra i suoi dipinti più controversi c'è la "Morte della Vergine", dove si dice abbia preso come modello per la figura della Vergine, il corpo di una prostituta che si era annegata. I suoi personaggi, anche se di tratta di soggetti sacri, sono reali, privi di qualsiasi idealizzazione; Caravaggio toglie loro ogni aura fantastica riportandoli sulla terra, come gente tra la gente.