PITTURA OMNIA 
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ESPRESSIONISMO TEDESCO E AUSTRIACO 
 
A Berlino nel 1892 ebbe luogo una mostra dove espose il norvegese Edvard Munch e il pittore fece talmente scalpore con le sue opere, che praticamente tale importante evento appena iniziato, fu costretto a chiudere. Questo però non impedì agli artisti tedeschi più aperti alle novità di essere influenzati dai suoi temi e dalla sua forza espressiva, che mettevano per la prima volta in evidenza gli stati della mente più eccitati ed eccessivi con colori dai contrasti violenti alla maniera di Van Gogh e Gauguin.  
Dopo tale mostra incominciò in Germania l’Espressionismo, chiamato così per definire la propensione degli artisti nel privilegiare il lato emotivo rispetto a quello oggettivo degli Impressionisti. Di grande ispirazione per i pittori tedeschi furono i quadri di Munch: “Urlo”, “Angoscia”, “Gelosia”, “Malinconia” e “Morte in una stanza”, dove erano sottolineate le inquietudini dell’uomo moderno causate dalla brutalità della nuova società industriale. In “Madonna”, l’artista norvegese compiva poi la trasgressione più dura fino a quel momento nella storia dell’arte, fatto questo, che fu anch’esso preso d’esempio.  
L’Espressionismo visse molto vivo dal 1905 al 1925 in Germania e rappresentò una testimonianza di protesta verso quei tempi amareggiati dalla guerra. Le opere degli espressionisti furono ricche di contenuti sociali mostranti il totale sgomento degli individui di fronte ad una società distrutta dalla crisi economica che per dimenticare, viveva di orgoglio patriottico.  
Quando l’Espressionismo si diffuse in Austria, si sviluppò in modo diverso da quello tedesco. Qui si preferì indagare nell’inconscio piuttosto che nella realtà sociale e se in Germania si usò la violenza dei colori per dare impatto visivo, in Austria si fece del disegno la prima arma per colpire lo spettatore. Grande protagonista dell’Espressionismo austriaco, fu Egon Schiele (1890- 1918), morto giovanissimo a causa della terribile influenza Spagnola che decimò l’Europa. Egli nella sua breve vita conobbe il successo, ma anche lo scandalo e l’allontanamento dalla società borghese per il suo comportamento considerato dissoluto (fu anche condannato al carcere per aver esposto delle sue opere giudicate pornografiche in luoghi aperti ai minori).  
Nel “Mulino vecchio” suo capolavoro, Schiele espresse metaforicamente lo sfacelo del vecchio mondo austriaco e più in generale, quello dell’Europa.  
 
Egon Schiele "Mulino vecchio"