PITTURA OMNIA 
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SECESSIONISMO IN GERMANIA E IN AUSTRIA 
 
Nel 1892 a Berlino iniziò il movimento artistico chiamato: Secessione. I pittori senza alcuna idealizzazione, dipinsero abitudini e comportamenti sociali disdicevoli, tanto da far infuriare Guglielmo II, il quale si espresse violentemente contro “l’arte da fogna” (così fu da lui definita) che stava contaminando la Germania. A capo dei Secessionisti ci fu Max Liebermann che pur ispirandosi agli Impressionisti e a Coubert considerati eversivi, riuscì ad imporre la propria arte seppure tra molte difficoltà. Essendo ebreo, purtroppo con l’avvento del nazismo fu costretto a lasciare le sue cariche artistiche e i suoi quadri, passarono tra quelli considerati degenerati dal regime.  
A Vienna nel 1897 un’opera del pittore Josef Engelhart, fu rifiutata dall’esposizione ufficiale e un gruppo di artisti guidati da Gustav Klimt contrariati da questo fatto, decisero di uscire dalla mostra per protesta e costituire una associazione artistica di belle arti a cui diedero il nome di “Secessione”. Il nuovo movimento non creò situazioni traumatiche come in Germania e ai secessionisti, fu concesso un edificio per esporre le loro opere. Essi rifiutarono il naturalismo borghese e l’accademismo accettando invece, i richiami della corrente artistica del Simbolismo.  
Klimt rifiutò il Realismo per le suggestioni simboliste e nelle sue opere appare anche lo stile decorativo dell’Art Nouveau. Ispirandosi ai mosaici bizantini di Ravenna dove era stato per studiarli, il capo dei secessionisti austriaci creò un’arte originale molto apprezzata dalle successive generazioni di artisti. Alla sua morte il ruolo di guida nel movimento d’avanguardia, sarà preso da Josef Engelhart.  
 
(FAGR 12-4-17) 
Klimt