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I PARADOSSI DI ZENONE 
 
Zenone fu un filosofo greco vissuto nel V sec. a.C., famoso per aver sollevato una serie di problemi logici che noi conosciamo oggi grazie ad Aristotele (vissuto un secolo dopo), il quale decise di confutarne i ragionamenti. Egli scrisse una quarantina di paradossi, ma ne sono arrivati a noi molto pochi. 
Il suo pensiero però si può riassumere in tre punti:  
-niente cambia 
-il moto è un'illusione 
-il tempo non esiste. 
Le sue erano provocazioni basate sul pensiero "reductio ad absurdum", ovvero la dimostrazione che una idea assurda poteva dare solo una conclusione assurda e un esempio è il celebre paradosso di "Achille e la tartaruga". 
Achille fa una gara di velocità con una tartaruga dandogli 100 metri di vantaggio; secondo Zanone questo sarà la causa della sconfitta dell'eroe greco perché non riuscirà più a raggiungere e a superare la tartaruga. 
Aristotele come tutti i greci antichi intellettuali, amava cimentarsi con i giochi mentali e i rompicapi per mettere alla prova la propria capacità di ragionare, quindi si cimentò anche lui con i paradossi di Zenone confutandoli semplicemente come errori. Nessuno dei due filosofi conosceva le formule algebriche base della fisica per cui la velocità è uguale alla distanza diviso il tempo; noi sappiamo così con assoluta certezza che Achille raggiungerà e supererà facilmente la tartaruga nonostante il vantaggio datogli in partenza, ma anche Aristotele era giunto ugualmente alla giusta conclusione pensando Zenone in errore. 
Zenone non era un matematico, ma uno dei tre filosofi più importanti di Elea (dove nacque e visse), il quale conobbe Socrate e come lui si cimentò in discussioni di logica per superare ogni conflitto. Dopo due millenni e mezzo i paradossi di Zenone rimangono ugualmente molto interessanti e divertenti con cui cimentarsi solo per il gusto di mettere alla prova il proprio intelletto. 
(FAGR 22-2-17) 
Aristotele 
 
(di Ribera)