RIVISTA D'ARTE ONLINE DELLA FALSI D'AUTORE GIULIO ROMANO
 
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EFFETTI LUMINOSI 
 
Scoprire i segreti per riportare sulle tele degli effetti luminosi è stato uno degli studi più complessi fatti dai pittori. A partire dal Duecento quando per far risaltare la bellezza di una immagine si usava l’oro puro, si è sempre continuato a indagare con lo scopo di meravigliare sempre di più l’osservatore. Dal primo tentativo di dare lucentezza alle opere con l’oro, si passò pian piano alla ricerca di un maggiore realismo sfruttando i contrasti del chiaro scuro. Lo sfumato leonardesco fu poi una grande conquista tecnica della pittura regalataci dal grande Leonardo da Vinci (1452-1519) che incantò per quanto riusciva ad aumentare la luminosità dei volti; Raffaello Sanzio stupì con gli effetti pittorici nei sui affreschi intitolati: “Incendio nel borgo” e "Liberazione di San Pietro" (Stanze Vaticane) e si sa, i lavori di questi maestri fecero scuola. Ma le ricerche sugli effetti luminosi in pittura non terminarono certo con loro. Nella prima metà del Cinquecento Antonio Allegri detto Correggio (1489/1494-1537), meditando sulla pittura di Leonardo e Raffaello, riuscì ad ottenere nei suoi dipinti spettacolari giochi di luce (ottenuti si dice nel lavorando di notte a lume di candela) e verso la fine dello stesso secolo, Jacopo Robusti detto Tintoretto (1519-1574), sviluppò ulteriori studi sulla luce per far risaltare meglio la drammaticità dei suoi temi pittorici.  
Anche Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610), comprese l’importanza degli effetti luminosi e per scrutare più a fondo nella realtà come fecero i grandi maestri cinquecenteschi, avvolse i protagonisti dei suoi quadri in fasci di luce mentre emergono dal buio per farli sembrare più vicini allo spettatore.  
I trucchi illusori in pittura dopo di lui si moltiplicheranno. A partire dal Seicento come dimostrano i quadri riportati qui di sotto, appariranno figure avvolte nella calda illuminazione di candele o lampade donandoci effetti luminosi nuovi. William Turner (1775-1851) riuscì perfino a convincere i critici d’arte a considerare di più la pittura paesaggista (prima sempre ignorata da loro) abbagliandoli con le sue ricerche sugli effetti luministici. Il pittore francese Monet (1840-1926) come tutti sanno fu addirittura ossessionato dagli studi sulla luce tanto da dipingere lo stesso soggetto infinite volte (vedi articolo: Ossessionati). Dagli sforzi compiuti in passato in questo campo, ancora oggi trae a piene mani la cinematografia, la quale ci affascina con immagini spettacolari possibili solo grazie alla scoperta di questi trucchi illusionistici.  
(FAGR 4-2-14) 
 
Leonardo da Vinci 
 
Raffaello Sanzio 
 
Raffaello Sanzio 
 
Antonio Correggio 
 
Tintoretto 
 
Caravaggio 
 
Gerrit van Honthorst  
 
Gerrit van Honthorst  
 
Matthias Stom  
 
Millet 
 
William Turner 
 
Claude Monet 
 
 
 
 
 
 
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