RIVISTA D'ARTE ONLINE DELLA FALSI D'AUTORE GIULIO ROMANO
 
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E' IL 37 IL NUMERO PIU' SFORTUNATO DELLA STORIA DELL'ARTE? 
 
Molti sono i numeri ritenuti sfortunati dagli uomini, celebre è il 13 a tavola perché ricorda l’ultima cena di Gesù Cristo, dove si raggiunse tale numero di ospiti con l’arrivo del traditore Giuda Iscariota, ma nell’arte il numero che porta-sfortuna sembrerebbe proprio il 37.  
Quando si studia a fondo la vita degli artisti è facile notare che molti sono morti a 37 anni o comunque parecchi non hanno mai superato tale età. Il perché non è facile da stabilire, ma spesso sembra troppo semplicistico ridurre fatti del genere a delle normali coincidenze. Certamente nei tempi passati era più facile ammalarsi di oggi per cui forse non c’è molto da stupirsi se capitava di frequente di non raggiungere i 37 anni, ma il sospetto che ci sia qualcosa in più rimane.  
Il critico d’Arte Flavio Caroli scrisse il libro dal titolo: “Trentasette-il mistero del genio adolescente” immaginando le ultime ore di vita di 10 artisti famosi per il loro precoce talento, dove traspare la sua perplessità sul caso del numero 37. Il mistero della morte a quella età di molti artisti non viene però da lui affrontato nelle sue pagine. Eppure potrebbe esistere qualcosa che vada oltre la semplice coincidenza e che accomuna dei pittori morti a 37 anni come Raffaello, Parmigianino, Valentin de Boulogne, Zuccari e Fetti, ad esempio essi erano tutti figli di pittori. L’età media in cui un ragazzo veniva accettato a lavorare in una bottega artistica era di 12 anni, tuttavia non è difficile immaginare che questo poteva avvenire anche prima nel caso si fosse figli di pittori. Oggi si sa che molti dei pigmenti usati per dipingere in passato erano tossici per cui ci si chiede se i bambini entrati in bottega troppo presto non ne furono in qualche modo danneggiati. Tuttavia vi sono stati altri pittori deceduti a 37 anni senza essere figli di pittori come: Watteau che si ammalò, Van Gogh che fu suicida, Modigliani che venne colpito in giovane età dalla tisi e Toulouse Lautrec per i troppi eccessi, quindi quando ci si chiede perché proprio con tanta frequenza la terribile falce agisca tra gli artisti quando giungono a 37 anni, non si riesce a pensare ad altro che alla sfortuna. Forse si potrebbe azzardare delle altre ipotesi se si sapesse di più di artisti come Simone Cantarini (anch’egli morto a 37 anni) o di altri come Masaccio e Géricault che neppure arrivarono ad avere quell’età, ma a parte che preferivano vivere nuotando contro corrente, non si sa molto della loro vita. Non ci resta dunque che ritenere il 37 il numero più sfortunato della Storia dell'Arte.  
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