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IL BERRETTO ROSSO 
 
Il cappello era un accessorio di moda considerato indispensabile per gli uomini del passato, almeno se non volevano apparire come dei poco di buono. Esso era a tutti gli effetti un segno di distinzione e se le classi sociali più alte ne portavano di elaborati già dal Quattrocento, la media borghesia si accontentava di semplici berretti.  
Numerosissimi sono i dipinti quattrocenteschi dove dei giovani uomini si fecero ritrarre con un berretto rosso e ciò fa pensare che fosse un colore davvero amatissimo. A meno che Botticelli abbia prestato a tutti i suoi commissionanti il proprio berretto rosso per posare, pare che tutti i giovani dabbene di Firenze portassero lo stesso cappello come si vede nei cinque ritratti eseguiti dal pittore a cinque ragazzi differenti.  
I pittori: Masaccio (1401-1428), Cosimo Tura (1433-1495), Pinturicchio (1452-1513), Alvise Vivarini (1442/1453-1503/05), Sebastiano Mainardi (1460-1513) e Benozzo Gozzoli (1420-1497), sono tra gli artisti del nord Italia che immortalarono nelle loro opere dei berretti rossi, ma anche Antonello da Messina (1429/30-1479), uomo del sud, seguì la stessa moda e quando volle farsi un autoritratto, si mise in testa anche lui un bel berretto rosso. Gli artisti dovendo frequentare persone facoltose per poter lavorare, tenevano molto alla loro rispettabilità per cui quando si facevano un auto-ritratto, indossavano sempre un cappello che nel XV secolo, fu nella maggioranza dei casi del colore più di moda, vale a dire di rosso acceso.  
Nel Cinquecento anche la borghesia prenderà ad indossare cappelli dalle forme più elaborate e anche in questo secolo, il colore rosso predominerà ancora nelle preferenze di tutte le classi sociali.  
Con dei modelli copiatissimi fino ai nostri tempi, furono ritratti da Raffaello Sanzio (1483-1520), sempre con un cappello rosso, lo scrittore Pietro Bembo e l'uomo del "Ritratto di giovane con mela" che alcuni identificano come il nobile Guidobaldo da Montefeltro. Tra i cappelli più eccentrici della Storia dell'arte vi sono quelli dei dipinti: "Ritratto di uomo con cappello rosso" di Tiziano Vecellio e "Ritratto di uomo" del Pontormo.  
Sempre basandoci sui ritratti, si può affermare che la moda del cappello rosso terminò verso la fine del Cinquecento e dopo sarà il colore nero a predominare nei gusti delle persone secentesche, le quali comunque, presero ad amare più che il colore, le piume e le perle per adornare i loro copricapo.  
 
(FAGR 02-06-2013)  
 
Masaccio "Ritratto di giovane uomo"  
Cosimo Tura "Ritratto di giovane"  
Pinturicchio "Ritratto di uomo"  
Vivarini "Ritratto di uomo"  
Sebastiano Mainardi  
Benozzo Gozzoli "Autoritratto" 
Sandro Botticelli 
 
Antonello da Messina "Autoritratto"  
Raffaello Sanzio "Ritratto di Pietro Bembo" 
Raffaello "Giovane con mela"  
 
Tiziano "Ritratto di giovane uomo" 
 
Pontormo 
 
 
 
 
 
 
 
 
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