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GLI SCHELETRI VIVENTI PIU' CELEBRI IN PITTURA
Il senso del macabro del pittore bergamasco Paolo Vincenzo Bonomini (1757-1839), risultò talmente alto da far pensare ai contemporanei che feriva più il suo pennello di una spada e non vi è da stupirsi quindi se molte delle sue opere vennero comprate solo per essere distrutte. Il carattere estroso di questo artista lo portò a dipingere caricature sulle vanità del suo tempo, tuttavia oltre a pungere seppe anche far divertire e solo perciò ci rimane ancora qualcosa della sua opera pittorica. Egli dipingeva in modo virtuoso, ma non fu la sua bravura tecnica a renderlo famoso, ma il ciclo di “Scene di scheletri viventi” commissionato dalla parrocchia di Santa Grata in Bergamo alta di cui faceva parte. Per tale lavoro Bonomini diede fondo alla sua fantasia nel dipingere figure di scheletri che dai vestiti e come proposti, richiamavano chiaramente i parrocchiani, tra cui appariva lui stesso con il pennello in mano. Questi scheletri furono un così grande successo che non solo nessuno cercò mai di farli sparire nel nulla come capitò spesso ai suoi lavori di natura satirica, anzi, datosi che fecero divertire si salvarono tutti. Qui di seguito potrete vedere alcuni di questi quadri, i quali vennero poi esposti agli Uffizi di Firenze sempre con grande successo.
(FAGR 09-10-2025)
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Autoritratto come scheletro
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Innamorati
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Frati in preghiera
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Allegoria della morte
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