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LE SARTORIE NELLA PITTURA 
 
Spesso la storia delle attività umane viene racconta tramite le immagini pittoriche e tra queste vi è anche quella della sartoria. La sua nascita viene collocata nel periodo del Medioevo (tra il XIII e il XIV sec.) e la raffigurazione di sartorie appare già nei primi libri con disegni in miniatura. Del 1505 è la raffigurazione all'interno del “Balthasar Behem Codex”, dove appare una splendida raffigurazione di una miniatura dedicata ad un laboratorio di sartoria. Il fiorire di questa attività sarà possibile per l'eccellente ripresa economica dalla crisi causata dalla caduta dell'Impero romano con l'arrivo delle selvagge incursioni barbare che ne seguirono. Sono molte le attività artigianali medioevali che sorgeranno quando i guerrieri barbari smetteranno di essere nomadi per costruire i loro castelli e i sarti furono tra coloro subito molto apprezzati. Solo nel  Settecento però i loro laboratori diventeranno luoghi raffinati dove recarsi a farsi confezionare degli abiti e i quadri ce li mostrano chiaramente. In un dipinto del 1760 il pittore francese Antoine Raspal (1738-1811), nato e morto ad Arles, raffigura “L'atelier della sarta di Arles” e qui possiamo notare il clima di operosità e raffinatezza esistente in tale ambiente; ci si può immaginare quindi il lusso di Parigi. Anche l'Italia però non era da meno come si può vedere nell'opera del pittore veneziano Pietro Longhi (1701-1785), dove una nobildonna è nell'atto di indossare un vestito nuovo nel dipinto: “La prova dell'abito”. Le sartorie aumentarono di numero nell'Ottocento perché anche le classi meno ricche iniziarono a desiderare i vestiti ben fatti delle sartorie,  perciò i sarti  per far fronte al troppo lavoro, presero ad assumere mano d'opera a basso costo che lavorava a casa propria; le bambine nate in famiglie povere impararono così presto a cucire per potersi guadagnare da vivere e ciò è testimoniato dal quadro “La piccola sarta” del pittore francese Pierre-Edouard Frère (1819-1886), un artista realista tra i più popolari in Francia nell'Ottocento, il quale volle spesso immortalare nelle sue tele i disagi dei bambini troppo presto costretti a lavorare. Il pittore tedesco Moritz Stifter (1857-1905) per nulla interessato a fare accuse sociali nei suoi dipinti, creò un scena all'interno di un locale di sartoria intitolato: “L'abito nuovo”, dove numerose donne sono indaffarate a confezionare su misura il vestito di una signora, il tutto in clima allegro e spensierato.  
Le sartorie ebbero presto una buona fama e ancora oggi godono di grande stima anche se l'industrializzazione ne ha ormai ridotto un gran numero i negozi. 
 
(FAGR 27-04-2021) 
 
Balthasar Behem Codex 1505 
 
Antoine Raspal 
 
Pietro Longhi 
 
Pierre-Edouard Frère 
 
Moritz Stifter 
 
 
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