PITTURA OMNIA 
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IL GRANDE AMORE DI ANDREA DEL SARTO 
 
Può definirsi un grande amore quello provato da Andrea del Sarto per la moglie Lucrezia Fede, sposata nel 1518?  
Probabilmente lui la amò, ma secondo quanto scrisse il Vasari nelle sue "Vite", si può solo dedurre che lei fosse incapace di avere dei veri sentimenti.  
Il critico d'arte ci dice che Lucrezia era donna prepotente e arrogante che costrinse il marito a molte rinunce, ma ne citò solo una. Sembra che un mese dopo il matrimonio, Andrea del Sarto partì per la Francia chiamato dal re Francesco I, ma rientrò in patria un anno dopo (sempre secondo Vasari), su ordine della moglie rimasta a casa; il pittore disse al sovrano francese che sarebbe ritornato portando con se l'amata Lucrezia, ma non mantenne la sua promessa e rimase a Firenze.  
E' normale chiedersi se Andrea abbia usato il grande amore verso la bellissima sposa come scusa per allontanarsi dalla corte francese, chissà, forse a lui poco congeniale, ma tale domanda il Vasari non se la fece mai, anzi, egli fu sicuro che la colpa fosse di sua moglie.  
Ma fu davvero la pressione fatta da Lucrezia a far lasciare la Francia ad Andrea?  
Il critico toscano descrive il del Sarto come un uomo mite, timido e sottomesso ad una moglie simile ad un'arpia, diceva il vero?  
In realtà le vicende di Andrea smentirebbero una sua natura timida e sottomessa, in quanto iniziò a lavorare giovane ai grandi cicli di affreschi, facendosi strada tra gli artisti del suo tempo con determinazione; egli visse nel Cinquecento e di rivali nel suo lavoro ne aveva parecchi. La carriera di artisti non era per personalità timide o non si riusciva ad avere successo anche se bravi e in più, si sa che partecipava ai banchetti con tema, dove si discuteva e dibatteva con fervore. E' allora probabile quindi che se Andrea del Sarto fece delle rinunce, nulla ebbe a che fare sua la moglie.  
Giorgio Vasari con la sua micidiale penna in mano, fu particolarmente duro con alcuni pittori e blando con altri, ma il risentimento provato verso la moglie del del Sarto che fu tra l'altro suo maestro di pittura, è alquanto sospetto.  
Entrato nella bottega di Andrea intorno al 1524 quando aveva solo 13 anni, il piccolo Giorgio ebbe sicuramente molti contanti con Lucrezia, modella del marito.  
Forse la bella donna non fu particolarmente gentile con un garzone di bottega destinato a diventare il primo vero critico della storia dell'arte? Forse il ragazzino Vasari s'invaghì della donna e come spesso avviene, l'amore si è poi tramutato in odio? Oppure egli odiava le donne per principio?  
Di sicuro Lucrezia Fede fu una donna bellissima e per questo, ritratta dal marito numerose volte come Madonna, tanto i lineamenti del suo viso furono dolci e perfetti. Ci pare dunque strano che si possa insultarla così ferocemente senza motivo. Si sospetta sempre degli uomini che disprezzano le fattezze angeliche, ma nessuno può negare che il critico poteva anche dire la verità.  
In genere Vasari per esaltare l'arte fiorentina, denigrava quella degli artisti nati fuori da Firenze, ma Andrea era fiorentino e anche l'iniziatore del movimento manieristico cinquecentesco che sosteneva il famoso critico. Lui non fiatò mai sulla bravura del pittore che al contrario elogiò sempre (del resto non poteva dire male del suo maestro senza danneggiare la sua arte), però si accanì contro sua moglie e il perché resterà un mistero.  
Si dice che a dare il nome al famoso dipinto di Andrea del Sarto intitolato "Madonna delle Arpie", fu proprio il Vasari, e altri critici hanno poi affermato che le figure malefiche poste sul piedistallo proprio dove Lucrezia ha posato, fosse un riferimento inconscio da parte del marito verso di lei.  
(FAGR 10-6-11)  
 
Lucrezia Fede  
 
Andrea del Sarto  
 
Madonna delle Arpie  
 
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